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Seconda centrale, le osservazioni di "Porta Nuova"

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VASTO – Gli ambientalisti vanno all’attacco. Affilano le armi in vista della seconda battaglia, in attesa della sentenza del 22 marzo, quando il Tar di Pescara deciderà sulla richiesta di annullamento dell’autorizzazione con cui la Regione Abruzzo, col parere favorevole del Comune di Vasto, ha autorizzato la centrale a biomasse da un megawatt progettata dalla Istonia energy srl.

Ma l’associazione civica Porta Nuova ha già iniziato la lottare contro il secondo impianto destinato a produrre energia elettrica bruciando olio vegetale: è il progetto della Puccioni spa, società che da decenni possiede a Punta Penna un’azienda produttrice di concimi e ora vuole realizzare una centrale a biomasse da 17 megawatt. Michele Celenza, presidente di “Porta Nuova”, elenca i punti su cui chiederà di stoppare l’iter autorizzativo.

Distanze errate – “Le 29 pagine della sintesi non tecnica” dello studio di impatto ambientale “presentano una quantità davvero sorprendente di dati errati, imprecisi o contraddittori in merito alle distanze tra l’area in cui è ubicato l’impianto e le numerose componenti del territorio circostante”. Secondo Porta Nuova, il sito produttivo non dista 3 chilometri dalla riserva naturale di Punta Aderci e 500 metri dalle case più vicine, ma rispettivamente “160 e 300 metri”.

Pericolosità – “L’impianto in questione rientra nell’elenco delle industrie insalubri di prima classe. Secondo la legge, queste industrie devono essere tenute lontane dalle abitazioni. Ma così non è”.

Ptap – “Il Piano territoriale delle attività produttive della Provincia di Chieti rileva nell’agglomerato di Punta Penna evidenti situazioni di incompatibilità ambientale, definisce urgenti le politiche volte alla loro soluzione, afferma espressamente che eventuali espansioni andrebbero mirate ad ampliare la dotazione di aree destinate ad attività commerciali”.

Aria – “E’ vero che la zona del Vastese è classificata nel Piano regionale per la tutela della qualità dell’aria come zona di mantenimento. E’ anche vero, però, che il Piano presenta una serie molto rilevante di carenze e inadempimenti”. Infine una frecciata a Cesare Puccioni, il presidente di Federchimica e titolare del primo insediamento industriale sorto a Punta Penna: “L’industriale toscano trascura un dettaglio importante: prima che l’area industriale fosse istituita Punta Penna esisteva già. E faceva parte di un territorio che i vastesi già sentivano proprio. E’ normale che vogliano difenderla”.

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com

 

 

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