vastoweb.com - Portale di informazione su Vasto e Abruzzo. Commercio, Servizi, Turismo.

Vastoviva: "Piazza Rossetti deve restare chiusa al traffico"

Più informazioni su

VASTO – Piazza Rossetti rimanga pedonale e si faccia la nuova pavimentazione. A sostenere i lavori che partiranno il prossimo 12 marzo è Vastoviva, associazione di area Pd, dopo che i commercianti del consorzio Vasto in centro hanno sollevato nuove polemiche contro l’amministrazione comumale.

“Piazza Rossetti – commenta Vastoviva – è nel cuore dei vastesi prima di essere il cuore della città, è luogo di incontro prima che di commercio.
Vivere nella bellezza è un diritto di tutti, è un elemento determinante per la qualità della vita. Piazza Rossetti non è solo un volano per i consumi ma è per i vastesi quanto di più vicino al significato storico e culturale delle piazze: un luogo di relazione sociale e di incontro.
Il progetto di ripavimentazione ha il pregio anche di mettere materialmente fine alle discussioni sulla riapertura del traffico: è innegabile che l’area pedonale abbia reso maggiormente fruibile piazza Rossetti, speriamo che il restyling ne migliori ulteriormente la accessibilità.
Comprendiamo i timori e le resistenze espresse da chi vive piazza Rossetti come luogo di lavoro, ma come tutti coloro che hanno scelto di vivere e lavorare nel centro storico sanno che si trovano in un’area speciale, il luogo pubblico per eccellenza, che tutti i cittadini sentono proprio, un’area che dà vantaggi e pone limiti.
Speriamo che la polemica di pochi, che peraltro guardiamo col rispetto dovuto al lavoro e alle preoccupazioni intrinseche ai tempi duri che tutti viviamo, non sia più forte del diritto della collettività a vedere realizzato il progetto di un’opera pubblica.
Sicuramente – sostiene Vastoviva – va garantito a chi vive e lavora sulla piazza  il mantenimento di livelli adeguati di accessibilità e soprattutto il controllo dei tempi di riconsegna dei lavori, ma non può una categoria  ostacolare la realizzazione di un’ opera che avvantaggia tutti,  perché una città che si definisce a vocazione turistica ha il dovere dello stile, dell’accoglienza e della fruibilità dei suoi luoghi”.

Più informazioni su