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La Cassazione: 7 anni a Cozzolino, condanna definitiva

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VASTO – Sette anni di carcere. La Corte di cassazione conferma la sentenza di secondo grado. Diviene definitiva la condanna già inflitta dalla Corte d’appello dell’Aquila a Lorenzo Cozzolino, 41enne esule della camorra imputato di aver illecitamente detenuto ingenti quantitativi di cocaina. Confermati i 6 anni di carcere anche per Luca Giovenchi, trentenne residente a Chieti, accusato nell’ambito dello stesso processo.

In primo grado l’allora giudice monocratico del Tribunale di Vasto, Paolo Di Croce, aveva riconosciuto i due imputati colpevoli di concorso in detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Cozzolino, boss di Cercola (Napoli) stabilitosi nel Chietino per sfuggire a una faida di camorra a Portici, e Giovenchi erano rimasti coinvolti nell’operazione antidroga denominata Pipistrello, condotta a partire dal 2008 dai carabinieri del comando provinciale di Chieti e coordinata dal procuratore della Repubblica di Vasto, Francesco Prete.

Cozzolino era stato arrestato, Giovenchi denunciato assieme ad altre 26 persone, tra cui la moglie di Cozzolino, Italia Belsole, risultata estranea ai fatti contestati. In base alle intercettazioni ambientali e telefoniche, Cozzolino e Giovenchi avrebbero gestito un lucroso traffico di droga tra la Campania e il Chietino: al telefono parlavano di vendita di cd, televisori e persino pupazzi in arrivo da Napoli, quando invece, secondo gli inquirenti, si trattava di stupefacenti.

Contro la sentenza del Tribunale la difesa aveva fatto ricorso in appello, dove era riuscita a ottenere la riduzione della pena da 9 a 7 anni per il 41enne campano e da 8 a 6 per il 31enne abruzzese. Poi si era rivolta alla Cassazione. La suprema corte ha, invece, confermato, la condanna, che ora diviene definitiva. Lorenzo Cozzolino si trova già in carcere: insieme ad altre 88 persone è coinvolto nell’operazione antidroga Tramonto, scattata a gennaio in 6 regioni italiane (Abruzzo, Molise, Campania, Lazio, Puglia ed Emilia Romagna) e coordinata da Procura e carabinieri di Vasto.

Redazione Vastoweb

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