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"La foto di Vasto" è un tormentone, oggi Travaglio ironizza

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VASTO – L’intuzione di Mentana, che diede origine alla celebre “foto di Vasto”, con Di Pietro, Bersani e Vendola, ormai è diventata quasi un tormentone. Non c’è giornale o televisione che, quando si parli di politica, la citi. Oggi, come ci segnala un nostro lettore, è addirittura il titolo dell’editoriale di Marco Travaglio su Il Fatto Quotidiano, che cita il nome della nostra città davvero molte volte. C’è solo da augurarsi che tutta questa pubblicità al nome di Vasto porti bene.

8.03.2012 – Breve riepilogo delle puntate precedenti. In settembre si tiene a Vasto la festa dell’Idv. Insieme a Di Pietro, partecipano i leader alleati: Bersani e Vendola. Alla fine, come si usa, i tre vengono fotografati insieme. Dalla foto gli elettori del Pd comprendono finalmente chi sono per il Pd gli alleati del Pd (loro lo sapevano, ma dubitavano che lo sapesse il Pd, allora impegnatissimo a inseguire banchieri e a mettersi nei Casini). I sondaggi del Pd ne traggono subito beneficio: gli elettori del Pd considerano naturale allearsi con Di Pietro e Vendola. Anzi, di solito preferiscono i candidati di Sel e Idv piuttosto che quelli del Pd: infatti in Puglia han votato Vendola, a Milano Pisapia, a Napoli De Magistris. Dal che si potrebbe persino dedurre che, nella foto di Vasto, l’intruso non sia Vendola, e neppure Di Pietro, ma Bersani. Infatti la prospettiva di allearsi con i propri alleati, e soprattutto di darla vinta ai propri elettori, sgomenta i vertici del Pd, che iniziano a interrogarsi sugli effetti nefasti della “foto di Vasto”: e se poi si vincono le elezioni? Non sia mai. Atterriti dall’idea di andare al governo, quando arriva Monti respirano: possono evitare di governare per un altro anno. Intanto commentatori che non ne han mai azzeccata una, tipo Polito El Drito, Ostellino, Panebianco, Battista e Macaluso, esortano amorevolmente il Pd a guardarsi dalla “foto di Vasto”. Lo stesso consiglio giunge unanime da Pdl e house organ al seguito che, sondaggi alla mano, tremano al pensiero di una vittoria del centrosinistra. La “foto di Vasto” diventa così l’origine di tutti i mali: ora Uòlter, Lettino, Fioroni, Boccia, Tonini, ma anche Gasparri e Capezzone, insomma le teste più fini della politica italiana, le attribuiscono persino la sconfitta della Borsellino alle primarie di Palermo (notoriamente provincia di Vasto). Infatti i palermitani in coda ai gazebo erano tutti muniti di foto di Vasto e, alla sola vista di essa, correvano a votare Ferrandelli. Il malcapitato fotografo che la scattò è costretto ormai alla clandestinità: vive in una località segreta, con barba finta, capelli tinti, bavero rialzato, sotto falso nome. In effetti, in soli sei mesi, la foto di Vasto ha già prodotto danni che le piaghe d’Egitto sono uno scherzo, al confronto. E non solo in Italia. La disfatta di Zapatero, per esempio, a cosa pensate che sia dovuta? L’ex premier spagnolo vide una volta su Internet la foto di Vasto e zac!, la sua sorte fu segnata. E il fallimento greco idem: non a caso la Grecia s’affaccia sul Mediterraneo orientale, come Vasto. Nessuno può immaginare il potere iettatorio dell’apparentemente ridente località abruzzese in fotografia. Che stava facendo Bin Laden quando fu ammazzato dagli americani? Guardava una foto di Vasto e ne restò ipnotizzato, così non s’accorse dei tiratori scelti tutt’intorno a casa. E come credete che sia stato individuato il colonnello Gheddafi in pieno deserto? I ribelli gli inviarono sul cellulare un mms con la foto di Vasto e lui, inorridito, inviò subito un sms a Bersani invitandolo a non farsi più fotografare con quei due, men che meno a Vasto: così fu intercettato, localizzato, catturato e ucciso. Anche la crisi dell’Inter ha origini tutt’ altro che misteriose: i giocatori avversari, senza farsene accorgere, tirano fuori dai pantaloncini una fotina di Vasto e i nerazzurri vanno subito in confusione. Pare che ormai, nei
pronto soccorso, appena arriva un malato, un infortunato, un incidentato, un infartuato, il medico di turno non gli domandi più “come si sente?”, bensì: “Lei ha visto la foto di Vasto?”. In caso di risposta affermativa, la diagnosi è bell’e fatta. Nelle scuole e nelle università gli studenti somari che non sanno rispondere alle interrogazioni e agli esami han preso a scusarsi dicendo: “Scusi prof, ho studiato tanto, ma poi inavvertitamente ho intravisto la foto di Vasto e ho dimenticato tutto”. Pare che funzioni. Corre persino voce – anche se al momento mancano conferme ufficiali – che il comandante Schettino, pochi istanti prima del cozzo fatale tra la Costa Concordia e lo scoglio, stesse mostrando all’amica moldava non la solita collezione di farfalle, ma la foto di Vasto.

Marco Travaglio
da Il Fatto Quotidiano

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