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Le ragazze del Mc Donald's: "Festa della donna? No grazie"

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VASTO – “E’ una festa come un’altra. Ma ricordiamola diversamente, non assistendo ai soliti spogliarelli”, dice Mirella. Per le ragazze del Mc Donald’s di Vasto l’8 marzo, in fondo, è un giorno come un altro. Anche se Annarita si lascia sfuggire che “esistono tante feste insignificanti, quella per noi ce la prendiamo”.

Si chiamano Veronica Iacovitti, Joanna Giangiacomo, Alessia Mechi, Annarita VerderosaMirella Pascucci, Annamaria Rotondo, Marilena Caprani e Annamaria D’Addario.

Sono loro le ragazze del Mc Donald’s che accettano di parlare con Vastoweb.

In tutto, nel locale di corso Europa, le donne sono 24 su un totale di 31 dipendenti. “Perché una così netta prevalenza femminile? Perché sul lavoro le donne sono più rigorose”, dice Angelo, il proprietario.

La direttrice è Mirella, che lavora qui dal giorno dell’apertura. Sono trascorsi 12 anni e mezzo. Da dietro al bancone lei e le colleghe hanno visto passare migliaia di persone. Soprattutto giovani. Studenti, ma anche famiglie con bambini. E gente che esce dal cinema e va a mangiare un panino.

Ma non tutti i clienti hanno le idee chiare. “Ci siamo sentite chiedere un piatto di pasta al forno, ricariche telefoniche, vino. Alla fine ci ridi sopra”. “Ieri mi hanno chiesto un hot-dog”, racconta Veronica. Joanna ride quando ricorda che “a volte arriva il cliente che parla al telefono e ti passa il cellulare. Quello che sta dall’altra parte ti detta l’ordinazione”. Annarita: “Qualcuno ci chiede se possiamo regalargli i cappelli e le magliette”.

Il proprietario del locale dice che ha un personale quasi tutto femminile perché le donne sul lavoro sono più rigorose. Però in giro si dice anche che nei luoghi di lavoro la convivenza tra donne sia molto difficile. E’ vero?

Veronica: “La convivenza è difficile, ma non impossibile”.

Mirella: “Ci sono ragazze che sono molto amiche, altre molto meno. Ma la convivenza aiuta a sopportare e superare le difficoltà”.

Quante volte avete avuto voglia di mandare a quel paese un cliente rompiscatole?

Alessia: “A volte arrivi al limite della sopportazione, ma non lo fai mai. Alla fine ti scappa un sorriso”.

Mirella: “Accontentare i clienti è la sfida di tutti i giorni”.

Ancora oggi ci sono lavori che vengono definiti “da donna” e altri “da uomini”. E’ così anche nel vostro settore?

Alessia: “In alcuni casi, l’uomo si sente sminuito nel fare determinati lavori. Noi, invece, ci adattiamo. E poi è difficile trovare un ragazzo che si voglia impegnare con 30-35 bambini”.

Mirella: più in generale “Nei luoghi di lavoro in cui predominano gli uomini, per le donne è dura”.

E’ utile la festa della donna?

Joanna: “Oggi il motivo per cui si festeggia è assurdo, rispetto alle motivazioni del passato, di quando la festa è stata istituita. L’8 marzo si dovrebbe parlare di cose più serie. Ad esempio della sicurezza sul lavoro”.

Alessia: “Mi fanno pena gli spogliarelli dell’8 marzo”. Veronica: “Hanno ragione loro. Io sono contraria a questa festa”. Annarita: “Però esistono tante feste insignificanti. Per una volta che la ricorrenza è nostra ce la prendiamo”.

Quanti clienti vi hanno corteggiato?

Annamaria: “Un giorno uno mi ha detto: Per te farei anche una fila di un’ora. Hai degli occhi meravigliosi. Succede solo da Mc Donald’s”. Veronica: “Uno si è avvicinato e mi ha indicato: Tu sei la mia cassiera”. Alessia: “C’è chi scrive il suo numero di telefono sugli scontrini. Una volta ho ricevuto una proposta da una donna”.

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com

 

 

 

 

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