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Corsi professionali, Febbo: "Vasto non è stata sfavorita"

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VASTO – “Al tavolo di confronto richiesto dalle parti interessate ci sarà modo di ristabilire la verità e fare chiarezza una volta per tutte sulla mancata attribuzione dei corsi professionali agli istituti vastesi”. Cosi l’assessore regionale Mauro Febbo replica ai manifestanti che si sono incatenati ieri davanti al municipio di Vasto dopo l’esclusione delle due scuole professionali di Vasto (gli istituti San Gabriele e salesiano) dai fondi regionali. I corsi sono stati soppressi e 170 ragazzi sono rimasti a spasso. Per sensibilizzare le istituzioni un gruppetto di genitori e studenti ieri si è incatenato davanti all’ingresso del Comune.

 “Mi preme insistere e sottolineare – dichiara Febbo – che la Regione Abruzzo ha redatto un bando ad evidenza pubblica dove hanno risposto tutti gli Istituti e hanno vinto evidentemente solo coloro che avevano sia i requisiti e sia i criteri ritenuti dalla commissione esaminatrice idonei.  Nessuna censura o discriminazione vi è stata nei confronti di alcuni Istituti e tanto meno nei riguardi del territorio Vastese. Invece invito coloro che criticano la Regione a chiedersi come mai i progetti stilati e presentati per partecipare al bando non hanno raggiunto un punteggio necessario per avere i fondi. Credo opportuno riconoscere semplicemente che altri Istituti sono stati più bravi nel redigere progetti inerenti al Bando espletato. Quindi le colpe vanno ricercate in chi erroneamente non ha saputo rispondere ad un bando, ripeto di evidenza pubblica. Se per trent’anni vi è stato un certo funzionamento, come qualcuno sottolinea, non è una giustificazione idonea per non riconoscere errori e non adeguarsi invece alle nuove procedure di attribuzioni dei Fondi regionali”.
 “Infine è proprio assurdo sentire e leggere dichiarazioni in cui vengono additati i rappresentanti politici come responsabili dei tagli dei corsi professionali. La politica non può fare ingerenze sull’esito di una bando pubblico o peggio ancora alterare l’esito di una graduatoria. A casa mia questa si chiama turbativa d’asta.  Credo che i cittadini siano stanchi di vedere una politica ad uso e consumo del proprio orticello a discapito della meritocrazia. Ribadisco che al bando espletato dalla Regione Abruzzo hanno risposto i singoli Istituti nel loro complesso interessati ad attivare e svolgere i propri corsi. Ne consegue che i fondi sono stati assegnati alle scuole vincitrici e quindi non era possibile spacchettare ne i corsi e, peggio ancora, le classi di studenti come prevede la legislazione di riferimento”.

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