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Pochi medici in cardiologia: in pensione anche il primario

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VASTO – “Emodinamica, certo un sogno. Ma i nostri politici non hanno capito che all’ospedale di Vasto la cardiologia rischia di chiudere molto prima che, chissà quando, arrivi un servizio importante come quello promesso”. E’ un operatore della struttura sanitaria di via San Camillo de Lellis a sfogarsi con il quotidiano Il Messaggero in un articolo a firma di Gianni Quagliarella.

Sono solo 7 i  medici rimasti nel fondamentale reparto del San Pio da Pietrelcina. Troppo pochi per assistere oltre 50 pazienti al giorno e per far fronte alle chiamate notturne di un territorio, il Vastese, che conta oltre 100mila residenti. E di notte non c’è alcuna possibilità di utilizzare l’eliambulanza. Dunque, a fronteggiare le emergenze c’è solo l’Utic (unità di terapia intensiva e coronarica) di Vasto.

Come se non bastasse una situazione di forte stress per i 7 medici, la maggior parte dei quali ultracinquantenni, a fine mese andrà in pensione anche il primario, Giulio De Simone.

E mentre il consigliere regionale Antonio Prospero (Pdl) assicura che al San Poi si farà la sala emodinamica, fondamentale per salvare la vita alle persone colptite da infarto, gli ospedalieri lamentano una forte carenza d’organico, anche facendo il paragone con l’ospedale Renzetti di Lanciano, dove i medici sono 10, più il direttore del reparto.

Redazione Vastoweb

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