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Videosorveglianza, l'assessore alla Sicurezza: "Io voglio farla"

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VASTO – “Io sono favorevole alla videosorveglianza”. Mario Olivieri ribadisce che a Vasto le telecamere servono a garantire sicurezza. La presa di posizione di Rifondazione comunista rischia di creare un’altra spaccatura nella maggioranza. Falce e martello ha detto no al “Grande fratello vastese” in grado di mettere sotto controllo la città 24 ore su 24: costa troppo.

“Questo – precisa Olivieri – è un discorso che dobbiamo rifare in Giunta, ma la mia posizione è chiara: io voglio fare la videosorveglianza. Cerchiamo di realizzare un impianto che costa meno” degli 800mila euro previsti per realizzare il progetto redatto dall’ingegner Paolo Gustuti per conto del Comune. “Magari – ipotizza Olivieri – si può cercare di risparmiare ora e poi potenziare strada facendo il sistema di telecamere”.

Bordate dal centrodestra. Marco i Michele Marisi, responsabile di Giovani in movimento, l’associazione che raggruppa i movimenti giovanili di centrodestra, commenta: “Certamente la videosorveglianza è un utile strumento di monitoraggio, insieme ai volontari per la sicurezza. Il problema è il costo. Credo, però, che Rifondazione, che si dice attenta ai problemi sociali, non possa trascurare  la questione sicurezza ed esprimere un no a priori, anche se convergono sulla nostra posizione relativa al costo esagerato del progetto commissionato dall’amministrazione Lapenna. Altre città sono riuscite a garantire un efficiente sistema di telecamere alla metà del prezzo preventivato. Anche perché il progetto del Comune di Vasto prevede, su 81 obiettivi, solo 24 telecamere vere e proprie. Gli altri 57 saranno invece rilevatori di targhe auto. In ogni caso, se si vuole una città più sicura, non si può dire di no alla videosorveglianza. La nostra proposta è questa: rivedere i costi o, in alternativa, erogare finanziamenti agli esercizi commerciali per favorire l’installazione delle telecamere. La presa di posizione di Rifondazione comunista evidenzia le frizioni interne alla maggioranza e le divergenze su problemi importanti. L’amministrazione continua a tenere ferma la città su questioni fondamentali, come le scelta relativa alle centrali termoelettriche a biomasse”.

Michele D’Annunzio

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