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Centrosinistra "in ritiro" decide il futuro dell'amministrazione

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SCERNI – “Sete menut’ a magna’?” (siete venuti a mangiare), chiede Corrado Sabatini (Idv) ai due cronisti che entrano nella sala in cui si tiene il conclave del centrosinistra di Vasto. A Scerni l’ingegnere è di casa e non rinuncia al gusto di una battuta dialettale. Assessori, consiglieri comunali e segretari di partito sono riuniti da stamani a oltranza per trovare un’intesa sul futuro dell’amministrazione e della coalizione.

Lo scenario – Tavolata a ferro di cavallo. Al centro il sindaco, Luciano Lapenna, e Bruno Di Paolo, vice sindaco di Chieti e leader provinciale della lista civica Giustizia sociale. “E questi chi li ha chiamati?”, chiede da dietro gli occhiali Vincenzo Sputore (Pd), alzando la testa dai fogli su cui sta scrivendo. Al centro della sala c’è un tavolino con fogli in bianco, penne e una piccola catasta di libricini dalla copertina bianca e verde: sono gli opuscoli del programma elettorale di Lapenna. Poco meno di un anno fa venivano distribuiti durante la campagna elettorale al termine della quale è stato confermato sindaco.

Francesco Menna (Pd) e Luigi Masciulli (Gs) sono appena entrati: “Abbiamo avuto delle udienze in Tribunale”, spiegano i due avvocati sulla soglia dell’ingresso dell’agriturismo di contrada Caltrucci. Sante Cianci e Mauro Del Piano (Sel) erano usciti un attimo e tornano a sedersi, come Nicola Della Gatta (Pd): “Sono andato a telefonare un attimo a mia madre”. La seduta viene sospesa per una manciata di secondi. Giusto il tempo scattare qualche foto. Antonio Del Casale (Pd) ride sotto i baffi. Luigi Marcello (Gs) è accigliato. Domenico Molino (Pd) sorride, Elio Baccalà, che completa la pattuglia Idv al fianco di un sornione Antonio Spadaccini. Luigi Rampa (Psi) ha lo sguardo diffidente. Il conclave può ricominciare. Si chiudono le due porte della sala. Di fronte c’è la cucina, dove la cuoca sta ammassando la pasta fatta in casa.

Il signor Del Borrello, che gestisce l’agriturismo insieme alla famiglia, sorride annunciando il menu: “Antipasto, gnocchetti, pasta alla chitarra, costatine di agnello, carne alla coppa e anche fettine di maiale impanate”. Sarà la cucina della tradizione a riempire il break della lunga giornata in cui centrosinistra cerca di trovare la quadra.

La vigilia – Secondo conclave in sei mesi per il centrosinistra di Vasto. Ancora una volta a Scerni, come il 19 settembre scorso. Ma questa volta i nodi vengono al pettine. In agenda questioni fondamentali. Segnate in rosso la coesione della rissosa maggioranza che sostiene l’amministrazione Lapenna e le scelte determinanti per il futuro: dalle centrali a biomasse e le altre nuove industrie progettate a poche centinaia di metri dalla riserva naturale di Punta Aderci, alle altre decisioni che riguardano lo sviluppo della città, passando per il bilancio di previsione, la cui approvazione in Consiglio è indispensabile perché la nave su cui il centrosinistra è imbarcato dal 2006 continui a navigare. Per uscire dal Triangolo delle Bermude il sindaco riunisce tutti gli ufficiali dell’equipaggio.

Domani, a partire dalle 8.30, si ritroveranno faccia a faccia all’agriturismo Fonte Maggio di Scerni i segretari di partito, gli assessori e i consiglieri comunali della maggioranza. Lo chiedeva da due mesi la lista civica Giustizia sociale.

“E’ una verifica necessaria, spero che da questo vertice esca qualcosa di concreto”, è l’auspicio di Alessandro Cianci, segretario provinciale di Sinistra ecologia e libertà. “I partiti sono stati chiari, gli amministratori un po’ fermi. Prima di tutto si dovrà discutere del futuro di Punta Penna, con particolare riguardo alle biomasse”.

Antonio Del Casale aggiunge altra carne al fuoco: “Non dobbiamo certo scrivere il libro dei sogni. Ma si può parlare di programmazione estiva, di risanamento di Fosso Marino e del rifacimento di via San Rocco”, rimasta una stradina di campagna mentre attorno è sorta una delle new town di Vasto. “Sarà un momento di riflessione per la maggioranza di centrosinistra nel momento in cui bisogna concentrarsi su come rilanciare la macchina amministrativa. Tutti noi consiglieri comunali saremo chiamati a dare un apporto in più”.

E il 18 marzo toccherà al Pd confrontarsi per scegliere il nuovo direttivo. Se le correnti interne al partito troveranno la quadra, allora i democratici potranno dire di essersi lasciati alle spalle un anno di divisioni.

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com

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