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L'ex capo dei vigili: "Sono disposto a comandare le ronde"

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VASTO – Maggiore Evandro Sigismondi, comandante in pensione della polizia municipale di Vasto. Le ronde servono a garantire sicurezza?

Le ronde sono utili, perché sono fatte da volontari e, dunque, sono a costo zero. Si possono fare anche a Vasto. Basta che il sindaco emani un’ordinanza in cui dichiara che intende avvalersi dei servizi volontari.

C’è chi la vedrebbe bene nel ruolo di comandante delle ronde. E’ disposto a indossare di nuovo la divisa?

Sì, sono disposto a comandare le ronde, se questo può essere utile a garantire sicurezza a Vasto.

E’ vero che lei ha redatto uno studio di fattibilità della videosorveglianza?

Lo studio risale al 2008, quando ero ancora dirigente della polizia municipale. Fu inserito dall’ingegner Roberto D’Ermilio, dirigente del settore Lavori pubblici del Comune di Vasto, nel Piano triennale delle opere pubbliche.
La spesa prevista ammontava a 600mila euro, spalmati in tre anni: 200mila euro all’anno. Era prevista la copertura di tutta la cintura urbana, più Vasto Marina, tutta la circonvallazione Histoniense, con telecamere dotate di zoom molto potenti e in grado di riprendere a 360 gradi. Le immagini sarebbero confluite in un’apposita centrale operativa allestita all’interno del Comando di polizia municipale. Insieme ai responsabili delle altre forze dell’ordine, andammo a illustrare il progetto al questore, che allora era Giuseppe Fiore. Poi il vice comandante, Paolino Di Lello, lo trasmise alla Prefettura di Chieti. Da quel momento, di quello studio di fattibilità non abbiamo più saputo nulla.

A distanza di anni, a Vasto si continua a discutere di videosorveglianza. Rifondazione comunista mostra il regolamento comunale in cui è scritto che le telecamere non possono essere utilizzate per identificare le persone al fine di reprimere i reati. Per questo e per altri motivi, Falce e martello dice no alla videosorveglianza. Come la mettiamo?

La previsione e l’installazione di impianti di videosorveglianza è conforme alle funzioni istituzionali demandate ai Comuni dal decreto Maroni e dalle successive modifiche. Le norme nazionali vigenti, che prevalgono sui regolamenti dei singoli Comuni, dicono che le telecamere permettono la repressione dei reati, la tutela della sicurezza urbana e della pubblica incolumità e, per questo motivo, bisogna prevedere una omogenea dislocazione delle apparecchiature su tutto il territorio comunale e quindi la necessità di cospicui investimenti finanziari.

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com

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