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"Anello esterno di piazza Rossetti, i lavori proseguiranno"

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VASTO – “I lavori proseguono”. Lo annuncia Marco Marra, assessore ai Lavori pubblici del Comune di Vasto. Il ritrovamento dei reperti di epoca romana non bloccherà il rifacimento dell’anello esterno della pavimentazione della centralissima piazza Rossetti. Gli interventi vengono seguiti passo passo da un’archeologa incaricata dall’amministrazione comunale su indicazione della Soprintendenza ai beni archeologici”. Che sotto piazza Rossetti esista un anfiteatro romano del 1° secolo dopo Cristo è risaputo. Ieri sono tornate alla luce porzioni di un muro lungo 2 metri e mezzo. Siamo però ancora nel campo delle ipotesi. Gli addetti dell’impresa Cirulli di Schiavi d’Abruzzo vanno avanti. “Ieri ho parlato con l’archeologo della soprintendenza Andrea Staffa”, racconta l’assessore Marra. “Mi ha garantito che al momento è solo un monitoraggio e, in ogni caso, è ancora da confermare la notizia del presunto ritrovamento”.

Ieri – “Si chiama archeologia preventiva. E’ prevista dalla legge numero 163 del 2006. I lavori vengono sorvegliati perché nel sottosuolo ci sono resti antichi”, spiega l’archeologo Davide Aquilano.

Come volevasi dimostrare, appena al di sotto dell’asfalto tornano a emergere i reperti romani. Del resto, piazza Rossetti altro non era che un anfiteatro dell’antica Histonium. Sono i resti di un muro costruito probabilmente con la tecnica dell’opus reticulatum (cemento al centro e pietre quadrate all’esterno) i primi ritrovamenti emersi ieri durante i lavori per la realizzazione della nuova pavimentazione dell’anello esterno della piazza. Accompagnati dalle polemiche, gli interventi vengono seguiti da passo passo da un’archeologa incaricata dalla Soprintendenza di beni archeologici d’Abruzzo. Nella rimozione dell’asfalto, gli operai dell’impresa Cirulli di Schiavi d’Abruzzo, che si è aggiudicata l’appalto da 150mila euro, dovranno prestare la massima attenzione.

“Attacca l’asino dove dice il padrone.Noi siamo quì per lavorare”, dice Antonio Sigismondi, contitolare dell’impresa e direttore del cantiere. E’ probabile che il muro reticolato risalente all’epoca romana si estenda per due metri e mezzo dalla zona della Torre di Bassano verso Nord.

Una struttura di quasi un metro di spessore facente parte dell’anfiteatro. Una volta rimosso tutto l’asfalto, verrà realizzata la nuova pavimentazione in pietra di Luserna, simile a quella dei marciapiedi circostanti. I commercianti fremono affinché i lavori terminino al più presto per non inficiare le vendite estive. Non è la prima volta che le emergenze antiche bloccano dei lavori in piazza: “Una quarantina d’anni fa – racconta Franco Scarano, commerciante – nel negozio entrarono i funzionari delle Belle Arti.  Bloccarono i lavori di ristrutturazione per un anno e mezzo. I miei genitori furono costretti a presentare 5 progetti di ripristino conservativo. I resti delle mura romane sono ancora lì, dietro la vetrina”.

“L’anfiteatro – spiega Aquilano – risale al 1° secolo dopo Cristo. Le mura che emergono nel negozio sono quelle dell’anello interno, che era molto più ampio: aveva un asse maggiore di oltre 100 metri. Di fianco, lungo l’attuale corso Garibaldi, si snodava un corso d’acqua. Dopo la caduta dell’Impero romano venne a mancare la manutenzione del canale. Per questo le piene portarono ingenti quantitativi di detriti, che riempirono anche l’anfiteatro, trasformandolo in una spianata” su cui a distanza di secoli sarebbe sorta prima piazza Cavour e poi piazza Rossetti. “Ci fu un errore nelle ricostruzioni storiche. Attraverso un’errata lettura degli scritti di Tacito”, uno dei più importanti storici d’epoca romana, “si pensò che l’anfiteatro fosse pieno d’acqua e destinato alle Naumachie”, cioè spettacoli consistenti in battaglie navali tra condannati a morte. “In realtà furono le piene a riempirlo d’acqua”.

Redazione Vastoweb

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