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Biomasse, inchiesta sulle presunte minacce agli imprenditori

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VASTO – Scatta l’inchiesta sulla vicenda centrali a biomasse. La Procura di Vasto ha aperto un fascicolo d’indagine sull’esposto presentato da Stefano Moretti (Aia, osservatorio antimafia d’inchiesta) e Riccardo Alinovi (associazione Codici).

Nel documento i due firmatari chiedevano alla magistratura vastese, alla Direzione distrettuale antimafia e alla guardia di finanza di accertare se alcuni imprenditori locali che hanno detto no alle centrali a biomasse siano stati fatti oggetto di pressioni e minacce e, nel caso in cui questi fatti fossero confermati, indentificare i responsabili.

La Procura di via Bachelet, che coordina l’inchiesta, ha delegato alla polizia lo svolgimento dell’indagine. Oggi è stato ascoltato Alinovi, ieri in Commissariato era stato convocato Moretti: “Sono stato ascoltato dall’ispettore Angelo Torzi, capo della squadra anticrimine”, conferma il referente dell’Aia. “Ho presentato due denunce. La prima insieme a Riccardo Alinovi sulle presunte pressioni ricevute dagli imprenditori che sostengono il no alle centrali a biomasse, che sarebbero stati invitati, per così dire, a non prendere parte alle riunioni del Comitato per la tutela del territorio. Il secondo esposto è di qualche giorno fa e prende spunto dalle rivelazioni di Mario Della Porta”, consigliere comunale di centrodestra, che aveva accusato l’amministrazione comunale di Vasto di aver trasmesso alla Regione con quasi 50 giorni di ritardo le delibere con cui il Consiglio comunale esprimeva dubbi sulle biomasse.

“Le nostre iniziative legali – afferma Moretti – rappresentano un invito ad accertare la verità, visto che i progetti relativi alle centrali termoelettriche a biomasse godono di ingenti finanziamenti pubblici e a Vasto attualmente non esiste la possibilità di creare la cosiddetta filiera corta per convogliare gli scarti delle produzioni agricole alle centrali progettate: non sarebbero sufficienti ad alimentarle completamente. Per questo, temiamo che le biomasse da bruciare possano arrivare da molto lontano. Più lunga è la filiera, più è difficile controllare. A Vasto la qualità dell’aria è scadente”, afferma il referente locale dell’Aia. “Mi auguro che la magistratura verifichi se la qualità dell’aria è strettamente connessa con l’incidenza delle malattie tumorali, che in città è superiore alla media nazionale. E ora a Cupello vogliono fare anche il termovalorizzatore”.

“La situazione è molto delicata”, sostiene Alinovi. “Alla luce di quello che abbiamo sentito nell’assemblea del 22 febbraio scorso, quando alcuni imprenditori hanno confidato di aver subito pressioni, non potevamo far finta di niente. Siamo preoccupati quando dei cittadini dicono di non poter esprimere liberamente la loro opinione. Ho il timore che attorno a questa vicenda ruotino troppi interessi politici”.

micheledannunzio@vastoweb.com

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