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Tagliente: "Il mio presunto passaggio a Fli? Stupidaggini"

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VASTO – “Di coglioni il mondo è pieno”. Giuseppe Tagliente affida a Facebook la smentita sulle voci che lo volevano in trattativa con Futuro e libertpà, il partito di Gianfranco Fini. E’ una replica a muso duro, quella del consigliere regionale del Pdl.

“Alludo a chi ha messo in giro la voce di un mio presunto passaggio in un’altra formazione politica strumentalizzando le mie recenti critiche al governo regionale, per il quale ho chiesto (e continuerò a chiedere) un cambio di passo. Legittimamente, perchè non son di quelli che portano il cervello all’ammasso. Al alcuni di costoro, che agiscono sempre in mala fede, non devo spiegazioni sapendo soprattutto le loro storie personali e lavorative, di cui potrei parlare se soltanto potessero interessare qualcuno. Agli altri, quelli in buona fede, dico semplicemente che avrebbero potuto verificare l’attendibilità della notizia semplicemente chiedendo al sottoscritto. A loro avrei detto che, concependo da sempre la politica come ricerca di soluzioni e di progetti, come sforzo intellettuale, come attualizzazione di principi e di valori nella società che cambia, non smetto mai di interrogarmi e di confrontarmi. Il che non significa cambiar casacca ma non indossare la livrea”.

Da giorni si vocifera: “Tagliente sta per passare a Fli”. E’ davvero tutto falso?

Queste voci rinviatele al mittente. Sono stupidaggini che non mi interessano. La mia è la posizione solare di chi critica la maggioranza in Regione. Un rimprovero apertis verbis.

A Vasto tiene banco la questione ambientale. E’ pronta una manifestazione contro le centrali a biomasse, si terrà il 31 marzo. Ma intanto il sindaco di Cupello, Angelo Pollutri, dice: la centrale fatela nel mio comune, vicino al Civeta, il consorzio che gestisce il riciclaggio dei rifiuti e la discarica di Valle Cena. Lei è d’accordo con questa ipotesi di delocalizzazione?

Sto sollecitando da mesi una discussione seria sulla problematica delle biomasse. In Consiglio regionale abbiamo bocciato la risoluzione presentata da Franco Caramanico perché rimproveriamo alla sinistra di voler liquidare in pochi minuti la questione. Abbiamo risposto stabilendo che avremmo dedicato un’intera seduta a questa problematica ma, fino a questo momento, non è dato sapere quando si farà.

Il tanto vituperato Piano regolatore che fu approvato durante l’amministrazione che io presiedevo, contemplava una zona industriale alternativa a quella di Punta Penna, un processo di delocalizzazione previsto fin dalla metà degli anni Novanta. Se si fosse dato corso a quella previsione, ora non ci troveremmo in braghe di tela. Dobbiamo prendere atto del fatto che l’area industriale c’è. Ma bisognerebbe tornare all’ipotesi di delocalizzazione con onestà intellettuale e nella consapevolezza che il porto di Vasto oggi può essere l’unico volano per lo sviluppo. Certe situazioni delicate (penso alle centrali a biomasse o al cementificio) devono essere spostate all’interno. Per questo ritengo non peregrina la proposta del sindaco di Cupello che, evidentemente, porta l’acqua al suo mulino. Io dico che bisogna individuare nel Vastese una zona baricentrica, non lontana dalle principali vie di comunicazione e dal porto, in cui concentrare discariche, impianti a biomasse e di fonti rinnovabili, nuove tecnologie in base alle quali il termovalorizzatore può essere anche bypassato.

A Vasto si va verso il congresso del Pdl. Chi deve essere il leader del partito?

Non mi interessa. Maiora premunt. Chi si attarda per degli strapuntini è fuori dalla storia.

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com

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