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Montemurro (Udc): "Le contrade sono abbandonate"

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VASTO – “Sant’Antonio Abate,  San Lorenzo e Pagliarelli sono state messe nel dimenticatoio, negli ultimi anni la popolazione che vive in queste contrade si è moltiplicata ma all’aumento dei residenti e degli immobili non è stato associato un proporzionale aumento dei servizi”. Lo afferma Massimiliano Montemurro, consigliere comunale dell’Udc.

“Nei giorni scorsi tutti avranno letto la problematica che ha investito la contrada di Sant’Antonio Abate con la chiusura del campo sportivo, unico punto ricreativo e di aggregazione.
Inoltre l’amministrazione sembra aver dimenticato la problematiche relative alla rete fognaria notevolmente sottostimata in relazione all’accresciuto numero di abitanti.
 A San Lorenzo oramai i cittadini non hanno più voce per quante volte hanno gridato la loro esigenza di sicurezza soprattutto per i loro bambini i quali rischiano giornalmente la loro incolumità nel recarsi a scuola o nella vicina parrocchia a causa dell’eccessiva velocità degli automobilisti, eppure per ovviarvi sarebbe sufficiente istallare degli autovelox fissi che rappresenterebbero un concreto deterrente e nel contempo una cospicua entrata per il comune.
Per quanto riguarda Pagliarelli  gli abitanti potrebbero legittimamente pretendere delle strutture ricreative come un parco giochi per i più piccoli, invece chiedono semplicemente che i loro bimbi possano poter usufruire nel periodo invernale  della scuola dell’infanzia della contrada senza dover indossare giubbini e cappelli dato che la temperature interna media, nei giorni più freddi  oscilla tra i 10 – 11 gradi; per fare ciò è necessario mettere a norma la caldaia della scuola  attualmente alimentata a gasolio con le problematiche ad esso collegate, vogliono delle strisce pedonali all’altezza della scuola e quanto meno un minimo di segnaletica orizzontale e  verticale.
Non mi sembra che chiedano la luna, ma  la nostra amministrazione stranamente non riesce a soddisfare queste semplici richieste a causa di pseudo problemi ritenuti insormontabili. I cittadini sono stanchi di sentirsi dire che non ci sono i fondi, o ascoltare le scuse più disparate è arrivato il momento di tagliare il superfluo per poter garantire quei servizi minimi che ogni comunità  ha il sacrosanto diritto di vedersi riconosciuti.
Esorto la nostra amministrazione a dare un segno tangibile della propria presenza, destandosi dall’letargo in cui è caduta oramai da troppo tempo”.

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