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"Oggi non perdiamo solo il lavoro ma la nostra dignità"

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VASTO – Il Circolo Sante Petrocelli di Rifondazione comunista ha organizzato ieri al d’Avalos un interessante appuntamento sulle difficoltà del mondo del lavoro. In particolare l’attenzione era incentrata sulla situazione della Golden Lady, con la proiezione del documentario “Licenziata”, in cui si racconta la originale protesta delle lavoratrici e lavoratori della Omsa di Faenza. Dopo la visione del filmato è stato Carmine Tomeo, responsabile per il settore lavoro del partito, ad introdurre gli interventi.

Sono a Vasto anche i rappresentanti della Sixty di Chieti Scalo, che da 4 mesi stanno tenendo un presidio. “Continuiamo a riscontrare difficoltà nell’agganciare la società civile e coinvolgere tutti i lavoratori. Non ci arrendiamo e andiamo avanti affinchè venga riconosciuto il nostro diritto al lavoro. Venerdì prossimo vi sarà una nuova manifestazione davanti ai cancelli dello stabilimento. Vogliamo dare voce alla nostra vertenza affinchè si alzi il livello del dibattito”.

Sono poi due lavoratrici della Golden Lady in cassa integrazione a prendere la parola. “Siamo in una situazione drammatica –dice una donna-. La Golden Lady continua ad investire nei suoi Golden Point, in immagine, però noi siamo diventati superflui. Quando sono entrata, nel 1999, c’erano 720 operai ed un ambiente di lavoro ottimale. In questi anni l’azienda è andata avanti, con il nostro lavoro. Quello che stiamo perdendo non è solo un lavoro. Nel territorio un’azienda con una percentuale così alta di occupazione femminile non c’è. Con questa storia abbiamo perso la nostra dignità come lavoratrici. Ora hanno portato tutto in Serbia, dove in due stabilimenti la Golden ha 2.500 lavoratrici. Lì il proprietario è stato nominato cavaliere del lavoro, perché lo vedono come un benefattore”.

Riflette sul documentario appena visto un’altra delle lavoratrici. “A Faenza hanno iniziato la lotta 2 anni fa, ed erano solo 25 su 350 dipendenti. Hanno lottato contro tutto e tutti. Ci troviamo in ritardo rispetto alla situazione, però credo che non sia mai tardi”.

Prende infine la parola Giuseppe Rucci, segretario provinciale di Filctem-Cgil. “Se avessimo avuto la stessa attenzione 4-5 anni fa probabilmente non saremmo in questa situazione. A quel tempo, con la complicità del territorio e delle forze politiche è stato tutto ignorato. Anzi, ci fu una campagna in cui si accusavano le lavoratrici di essere assenteiste. Solo la Cgil e qualche sindaco della zona le difese, e siamo rimasti isolati. Solo ora le istituzioni si rendono conto che se ascoltassero i gridi d’allarme al momento opportuno non si arriverebbe lunghi. Questa mattina (ieri, ndr) avevamo l’incontro regionale. Incontro che è saltato perché la provincia non ancora è in grado di produrre il documento che permetta alla regione di allocare risorse. Qui alle parole non seguono i fatti. Sabato 31 marzo saremo nuovamente davanti ai cancelli dello stabilimento, sperando che le istituzioni a tutti i livelli decidano di impegnarsi concretamente”.

Concludono l’assessore Marra e il segretario Smargiassi. Le storie, vicine e lontane, sicuramente toccano la sensibilità di ognuno. Come dice una delle protagoniste del documentario, parlando delle difficoltà legate al licenziamento, è che “la cosa riguarda tutti, invece, purtroppo non ci si pensa”.

Giuseppe Ritucci

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