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Cobas: "Alla Pilkington, troppe sanzioni, denunciamo"

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SAN SALVO – I rappresentanti Cobas dello stabilimento Pilkington di San Salvo attaccano l’azienda.
Secondo Domenico Ranieri, segretario provinciale della Confederazione Cobas, in azienda vi sarebbero comportamenti poco adeguati nei confronti dei lavoratori da parte dei superiori.

“Già un anno fa -spiega Ranieri- avevamo denunciato la situazione al presidente del consiglio di amministrazione Ciro Pirone, ma vediamo che nulla è cambiato”.
Nel documento del 26 febbraio 2011, i Cobas denunciavano “il clima di malessere che si respira tra i lavoratori soprattutto nell’ultimo periodo a causa di metodi comportamentali non del tutto consoni, attuati dall’azienda e, per essa, dai vari team leaders e preposti nei confronti dei lavoratori e delle lavoratrici del sito di San Salvo”. Secondo i rappresentanti sindacali, nello stabilimento accadono episodi che creano un forte disagi tra i lavoratori, provocando addirittura malori in seguito a discussioni con i responsabili dei diversi settori. In alcune aree si registrano sistematicamente e continuativamente atteggiamenti aggressivi attuati contro i lavoratori sottoposti e ciò è chiaramente contrario alle regole contrattuali oltre che alle regole della società civile: difatti, in più occasioni, mi risulta che lavoratori abbiano fatto ricorso alle cure dell’infermeria di stabilimento per arrestare stati d’agitazione e fenomeni ansiosi in seguito a discussioni o eventi discriminatori perpetrati dal preposto o dal superiore gerarchico e, nei casi più gravi, addirittura i lavoratori si sono rivolti alle cure ospedaliere”.

Una situazione che secondo Ranieri non è migliorata nel corso di un anno solare, anzi, sembra sia addirittura peggiorata. Per questo i lavoratori hanno intrapreso azioni legali dirette nei confronti dei superiori accusati di comportamenti non corretti nei loro confronti. “Proprio due giorni fa -racconta Ranieri- un lavoratore che aveva denunciato il suo preposto, è stato attaccato duramente davanti ai colleghi per essersi allontanato dalla postazione di lavoro (e non si trattava della linea) per prendere un medicinale nell’armadietto distante 10 metri appena. Di lì due superiori lo hanno aggredito verbalmente. L’operaio si è sentito male ed è stato necessario l’intervento dell’ambulanza del 118, chiamata dai colleghi, che lo ha trasportato in ospedale, dove gli sono stati dati 4 giorni di infortunio. Questo è uno dei tanti atteggiamenti repressivi nei confronti dei lavoratori più deboli e non rappresentati”. Ecco perchè i Cobas hanno deciso di passare all’azione diretta, denunciando pubblicamente gli episodi che si verificano e utilizzando gli strumenti giudiziari possibili in questi casi.

“E chiaro che la tensione è alta, visto il periodo di crisi -afferma Ranieri- ma chiediamo davvero con forza che questa situazione comportamentale nei confronti dei lavoratori venga presa in seria considerazione dall’azienda. Noi andremo avanti con le denunce all’autorità giudiziaria contro chi non rispetta le regole comportamentali all’interno della fabbrica”.                

Giuseppe Ritucci

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