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"Il Consiglio ha detto no alle biomasse. E le altre industrie?"

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VASTO – “L’esito del Consiglio comunale dimostra che, se lo vuole per davvero, la società civile può avere la meglio sugli interessi costituiti. Ma, allo stesso tempo, che questa partita non è di quelle che si risolvono una volta per tutte e definitivamente. Insomma, si è fatto un passo avanti, ma non è il caso di abbassare la guardia”. Così il Comitato cittadino per la tutela del territorio commenta le delibere approvate due giorni fa dal Consiglio comunale di Vasto.

“Nel nostro ultimo comunicato avevamo chiesto:
a) che sia bloccata l’autorizzazione rilasciata alla Istonia Energy. In questo caso il Consiglio comunale è andato persino oltre le nostre aspettative. Non solo ha approvato una specifica delibera in merito (rivolta al Tar); ma vi ha aggiunto l’invito alla Regione ove il Tar dovesse non accogliere il ricorso, a revocare, previa sospensione, l’autorizzazione rilasciata. Di più non si poteva.

b) che a Punta Penna sia impedito l’insediamento degli altri impianti ad alto impatto ambientale (non solo le biomasse). La delibera approvata impegna il sindaco ad esprimere parere negativo alla realizzazione dell’impianto a biomasse il cui iter autorizzatorio è in corso, una barocca circonlocuzione per non nominare la centrale da 17 MW della Puccioni. Ma nulla dice degli altri: la Recogen (smaltimento di rifiuti speciali pericolosi, sempre della Puccioni), e la Vastocem (macinazione e insaccaggio del cemento). È un passo indietro rispetto all’ultimo documento della stessa maggioranza (15 marzo), che esprimeva la propria contrarietà ad ogni progetto industriale che risulti incompatibile con la tutela ambientale della Riserva Regionale di Punta Aderci e pregiudizievole allo sviluppo turistico ed economico ad essa collegato.

c) che sia mutata la destinazione d’uso della zona. La delibera approvata dice di una nuova pianificazione della zona industriale di Punta Penna, con la revisione del Piano delle Attività Produttive, senza ulteriori indicazioni in merito. In più spezza una lancia a favore della modifica della L.R. n.54/96 [presumibilmente si voleva intendere la 56/94…], finalizzata a regolarizzare il commercio nelle aree industriali. Su questo tema la partita è ancora tutta da giocare.

L’ultimo punto della delibera impegna il sindaco affinché in tutte le conferenze di servizio future chieda, per le autorizzazioni degli impianti di produzione nella zona di Punta Penna, il documento Vinca, etc, ed è una richiesta bizzarra. Perché, nei casi in cui la Valutazione di Incidenza sia prevista dalla legge la richiesta del Comune sarebbe ovviamente superflua; ma nei casi in cui non fosse prevista, non si vede in quale modo la richiesta del Comune potrebbe essere significativa.

Chiudiamo rilevando come le problematiche ambientali e sanitarie presenti nella zona non vengano in nessun modo richiamate nel testo della delibera”.

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