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"Lavori per Fosso Marino, ribasso record: verificare"

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VASTO – Un ribasso del 40% rispetto all’importo a base d’asta potrebbe essere un’offerta “anomala”. Per questo il Comune verifichi con attenzione la qualità dei materiali e del lavoro che verrà svolto per il risanamento di Fosso Marino, lo scarico a mare in cui si sono riversati a più riprese nell’estate 2011 i liquami fuoriusciti dalle fogne di Vasto Marina. Per questo, in due periodi differenti, a luglio e a Ferragosto, su un tratto di 500 metri di costa era stata vietata la balneazione.

A chiedere controlli è l’Osservatorio per Fosso Marino,  l’organismo collegiale composto da rappresentanti di Progetto per Vasto, Futuro e libertà, Movimento per le autonomie e cittadini impegnati nei settori turistico, progettuale e legale (Massimo Desiati e Valerio Ruggieri di Progetto per Vasto, Giuseppe La Rana di Fli, l’avvocato Filippo Di Risio dell’Mpa, l’architetto Francescopaolo D’Adamo, l’operatore turistico Armando Aganippe, l’ingegnere Michele Perrozzi e l’avvocato Virgilia Memoli).

A vincere la gara è stata l’impresa De Francesco di Castelpetroso (Isernia), la stessa che ha terminato la costruzione del parcheggio multipiano di via Foscolo e lo gestisce. La ditta molisana si è aggiudicata i lavori per 265mila euro, con un ribasso del 40% rispetto alla cifra che il Comune aveva previsto a base d’asta, “un importo complessivo di 450mila 632 euro e considerando base d’asta l’importo di 442mila 26 euro. Le otto imprese invitate, con procedura negoziata considerando l’urgenza, hanno risposto proponendo ribassi che variano dal 13% al 40% e l’aggiudicazione verrà fatta in favore di quella che ha operato il massimo ribasso, se le ditte fossero state in numero superiore, si sarebbe dovuto tener conto, invece, della media delle offerte di ribasso”, riassume l’Osservatorio.

“In conseguenza delle offerte pervenute, i lavori dovrebbero essere aggiudicati definitivamente alla De Francesco Costruzioni sas di Isernia (la stessa che ha realizzato il parcheggio multipiano), mentre la consegna dei lavori potrebbe avvenire soltanto dopo “l’approvazione e l’assegnazione di specifiche risorse”, vale a dire, l’approvazione e pubblicazione del bilancio di previsione. Il condizionale è d’obbligo sia perché le risorse non sono ancora effettivamente disponibili ma anche perché, ed è questa la novità, riteniamo sarà necessario verificare la congruità dell’offerta presentata dall’impresa. Infatti, l’altissima percentuale di ribasso proposta, ben il 40%, potrebbe rappresentare una cosiddetta offerta anomala, situazione risolvibile con la produzione, da parte dell’impresa, delle giustificazioni relative ai motivi economici e tecnici che hanno consentito di praticare un così forte ribasso. Per giustificare si deve produrre una scheda con l’analisi dei prezzi, tenendo conto delle retribuzioni minime della zona per i prestatori d’opera, dei costi medi conosciuti dei materiali e non dovrebbero essere accettate indicazioni di spese generali inferiori al 15%.

Le analisi da noi compiute evidenziano  un costo industriale dell’opera di 411mila euro. L’impresa, con il ribasso offerto, ha proposto 265mila 215 euro, a cui si aggiungeranno gli 8mila 606 per oneri di sicurezza. Pur rinunciando al conteggio delle cosiddette spese generali e considerando i tempi di scarso lavoro, riteniamo che l’offerta sia stata straordinariamente bassa.

Sarà per questo indispensabile – sottolinea l’Osservatorio – una verifica di congruità, per il tramite delle giustificazioni, che dovrà fugare ogni incertezza circa la qualità dei materiali e l’esecuzione delle opere a regola d’arte, considerando che nulla dovrà o potrà ritardare o fermare le attività che, ricordiamo, dovranno essere ultimate entro 90 giorni”.

micheledannunzio@vastoweb.com

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