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Videosorveglianza: la maggioranza cerca l'accordo

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VASTO – Ormai le vittime non si contano. Nel giro di un anno o poco più, a Vasto Marina sono finiti nel mirino privati cittadini, negozi e locali: il Luca’s coffee, il bar Trenogrill della stazione ferroviaria, il Lounge café, la Macelleria agricola e una serie di abitazioni private. Gli ultimi raid sono i 3 di via Spalato, l’abitazione di un imprenditore e, appunto, la farmacia Russi.

I cittadini chiedono sicurezza. Ieri mattina si è svolto in municipio un vertice di maggioranza in cui si è discusso della questione videosorveglianza. Il costo preventivato nel Piano triennale delle opere pubbliche è di 800mila euro. Troppi secondo alcuni settori della maggioranza di centrosinistra, a partire dal Psi, ma anche secondo Rifondazione comunista, che ha convocato una conferenza stampa per ricordare i limiti imposti dallo stesso regolamento comunale di videosorveglianza, che non consente l’utilizzo delle immagini per l’identificazione delle persone.

E nei mesi scorsi ha espresso scetticismo anche il segretario del Pd, Antonio Del Casale. Ieri all’incontro in Comune c’era anche il progettista del sistema di videosorveglianza, Paolo Gustuti, l’ingegnere napoletano che si è aggiudicato la gara indetta dall’amministrazione Lapenna per la progettazione e la direzione dei lavori. “Le telecamere vere e proprie saranno solo 24, troppo poche per mettere sotto controllo un territorio comunale di oltre 70 chilometri quadrati”, torna ad attaccare Marco di Michele Marisi (Pdl). “Gli altri 57 dispositivi, infatti, saranno semplici rilevatori di targhe auto. E il bando di Vasto è stato copiato di sana pianta a quello di Albenga”.

micheledannunzio@vastoweb.com

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