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Vittoria all'esordio, Di Salvatore: "Lotteremo fino alla fine"

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VASTO – Migliore esordio non poteva esserci per Sandro Di Salvatore, nuovo coach della Bcc Vasto Basket. Il successo contro il Termoli nella gara di domenica scorsa ha riportato morale ai cestisti del presidente Spadaccini, lanciando la corsa verso i play-off e il sogno promozione. Anche se con pochi giorni di lavoro alle spalle si è vista sin da subito l’impronta del nuovo tecnico sulla squadra.

Com’è stato ricevere la chiamata dalla società biancorossa?
Vasto è davvero una piazza dove si può costruire qualcosa di importante. La chiamata è stata una cosa che sicuramente non mi aspettavo arrivati a questo punto  dell’anno sportivo, perché comunque mancano un paio di mesi di lavoro. Però è venuta fuori questa opportunità a Vasto che ritengo sia, soprattutto in questo grande momento di difficoltà economica, sportiva, una realtà  veramente solida, rimasta in piedi con una buona base societaria, che poi è la cosa più importante.

Una nuova guida tecnica, in questa fase della stagione, può comportare disorientamento per i giocatori?
Sicuramente la costruzione di una squadra, sia a livello mentale che a livello tecnico-tattico, viene fatta attraverso un lavoro di diversi mesi. In questo momento l’idea base deve essere quella di non stravolgere. Se cambiassi tutto in una settimana sarei un pazzo, andrei a creare confusione nella testa dei giocatori. Però è chiaro anche che qualcosa va cambiato, perché questo cambio di panchina deve essere evidenziato sotto questa forma. Quindi i cambiamenti vanno fatti, perché ogni allenatore ha un suo metodo, un suo modo di vedere la pallacanestro, un suo modo di giocare, ma questo va fatto in proporzione al tempo che rimane. Se uno fa le cose in forma graduale confusione non ce ne può essere, però è chiaro che il tempo a disposizione è poco. Per costruire e dare un assetto tattico a una squadra ci vogliono 7-8 mesi, questo è evidente, perciò in questo momento bisogna fare le cose in maniera graduale, usando un metodo abbastanza globale.

Le squadre che lottano al vertice hanno caratteristiche diverse. Campli, al primo posto, sembra quella che può avere maggiore impatto agonistico anche nei play off.
I play off sono un altro campionato, li ho vissuti tante volte quindi so che sono quasi una stagione a sé stante. Campli secondo me non è la squadra più forte. Forse è la più organizzata in questo momento, però individualmente la squadra più forte è Campobasso. Già era una buona squadra prima, con gli ultimi due innesti è diventata veramente di primo livello. Detto questo, i play off si affrontano cercando di arrivarci nella miglior condizione possibile, cercando di recuperare Marinaro, Bonaiuto e cercando di migliorare il più possibile rispetto a una settimana fa. Bisogna arrivare solo bene alla fase finale e poi giocarsela.

Silvio Marinaro, in questi due anni sembra essere l’oggetto misterioso del basket vastese. Anche nella stagione attuale è partito bene per poi calare. Lei lo voleva con sé a Termoli, quindi punta su di lui.
E’ vero, lo scorso anno ci ho fatto un pensierino, per il suo talento e la giovane età. Anche per la vicinanza con Termoli poteva essere un atleta che poteva servirci. Lui va un attimino inquadrato, perché è giovane. Con il suo infortunio abbiamo avuto una brutta botta perché con queste partite difficili che abbiamo sicuramente è una perdita. Marinaro, non solo per me, ma per la società, è un investimento importante. Poi è un ragazzo di Vasto e le forze locali vanno evidenziate.

Che gruppo ha trovato?
Un ottimo gruppo, forse con un po’ di sfiducia, questo me ne sono accorto dal primo allenamento e non devo nasconderlo. Però la sfiducia la vai a sfumare con le vittorie, con le energie negli allenamenti, con il sorriso. L’allenatore deve essere anche un po’ psicologo perché alle fine il giocatore è una persona, va rispettata, capita. Durante la settimana bisogna anche sorridere, non solo essere concentrati. E’ un gruppo di bravi ragazzi, gente che ha voglia di allenarsi e giocare.

Chiederle se crede nella promozione è superfluo, altrimenti non sarebbe qui. Ma realisticamente Vasto se la può giocare?
Sicuramente sì, e normale che uno nella promozione ci crede. Però dico che non è facile assolutamente per diversi motivi, anche di carattere tattico, tecnico, di classifica, anche per aver perso il fattore campo. Non posso fare promesse e non le faccio, perché so quanto è difficile vincere un campionato a tutti i livelli, soprattutto poi in un girone dove le squadre si sono andate a rinforzare. Però è chiaro che ci proveremo fino alla fine. Secondo me bisogna crederci perché la possibilità ce l’abbiamo. Qualcuno diceva “dobbiamo andare in finale”, per poi salire lo stesso. Ma non è facile neanche quello, per il girone che abbiamo. Noi ce la metteremo tutta.

Giuseppe Ritucci

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