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"I politici vengano al corteo per il no alle biomasse"

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VASTO – Da Antonio Colella, promotore del Comitato Ambiente e Territorio, riceviamo e pubblichiamo.

La lettera – “Partecipare alla manifestazione di sabato non è solo un dovere, per ogni vastese o cittadino del mondo che sia, ma un obbligo civile e morale, soprattutto verso le nuove generazioni, senza distinzioni di qualsivoglia tipo.

Non vi possono essere attenuanti, per gli assenti ingiustificati, a fronte di uno scempio ambientale che segnerebbe irreversibilmente il destino della nostra città. Per noi, poi, che insieme agli imprenditori di Punta Penna ed ai Cobas ci siamo ritrovati a Punta Aderci, in quel 29 novembre, a fronteggiare inerti le ruspe dello straniero invasore con i soli, dignitosi mezzi del Tricolore e della Costituzione è fisiologico, oltre al partecipare, rivolgere un sentito appello a tutta la popolazione, a riprendersi in mano il proprio destino e la propria parte di sovranità, piuttosto mortificata negli ultimi tempi.

A Punta Penna, infatti, vi è da risolvere e sciogliere l’ormai eterno dilemma tra il comma 1 ed il comma 2 (dell’art. 41 della ns. Costituzione, ovviamente). Non si può più tollerare che il potente di turno, magari con copiosi finanziamenti pubblici, in nome di una proprietà privata libera, venga a sbuffare con le sue ciminiere, fumi di formaldeide ed altre sostanze pericolose (oltre che su centinaia di bagnanti)su piccole e medie proprietà e strutture turistiche, agricole, commerciali, della pesca, così comprimendo e annullando l’altrui proprietà privata libera, ad una vicinitas di soli pochi metri, che magari è stata messa su da decenni, con un patrimonio umano, professionale e di idee, che sono l’orgoglio della ns. Vasto nel mondo. Senza contare, in primo luogo, i danni irreversibili alla salute, ormai accertati da secoli, a livello nazionale e mondiale, che anche i vastesi sarebbero costretti a subire (come se non bastassero le sbuffate passate e presenti) quando, spesso, soffiano i venti di Ponente. Ovviamente, parlare di Turismo a Punta Penna e  Vasto, con lo scenario di ciminiere (ed altro) che si paventa, sarebbe come chiedere a Dracula dove si trova la bagnante di Vasto Marina. Come ammoniva il grande Totò: Sti pagliacciate ‘e fanno sulo ‘e vive: nuje simmo serie…appartenimmo ‘a morte!. Apprendiamo circa il timore di strumentalizzazioni politiche nella manifestazione. Noi non ci porremmo il problema. Anzi, auspichiamo la partecipazione di tutti i Parlamentari abruzzesi e molisani, Consiglieri Regionali, Provinciali, ecc., così avrebbero la possibilità (coloro che devono farlo) di fare autocritica e, magari (per coloro che l’hanno fatta veramente grossa) chiedere scusa ai vastesi che li hanno votati. Infatti, se l’Abruzzo è sotto assedio, come ricordava il senatore Graziani il 5 novembre, ci saranno pure delle responsabilità(di centrosinistra e centrodestra), per chi ha autorizzato selve di ciminiere che di green hanno ben poco, turbogas o famigerati pozzi, trivellazioni e bombardamenti marini. E’ giunta l’ora, dunque di rifare un pochino i conti e riprogrammare in stile più umano.

Auspichiamo, infine la partecipazione del sindaco Lapenna, a volersi porre alla testa del corteo, uscendo dalla sua posizione dell’ultimo anno: Se vuole stare dalla parte dei cittadini o dalla parte dei mega imprenditori Globali. Nella prima ipotesi, seguendo il buon esempio dei sindaci di Avezzano e Luco dei Marsi, potrebge recarsi (magari, con una delegazione di 80 persone, come fatto da questi ultimi) dal presidente Chiodi e dirgli di smetterla di trattare Vasto, come figlia di un Feudo, pardon, di uno Stato minore.  La seconda ipotesi è troppo anacronistica, e cozza con la nobile storia(anche turistica), con la bellezza dei luoghi e con l’alto valore occupazionale già consolidato. Un improbabile patto tra il camino (delle ciminiere) ed il fratino, sono solo in pochissimi a volerlo, a fronte dei 40mila vastesi. Perciò, consideri questo il nostro sindaco, l’ultimo fraterno appello, dopo di che sarà quel che sarà, cioè quel che il popolo deciderà!”.

Antonio Colella                                                                   

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