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Luigi Muratori, un vastese si candida sindaco in Lombardia

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VASTO – Un vastese candidato sindaco ad Arese, la città del Milanese conosciuta per l’Alfa Romeo. A tentare la sfida verso la poltrona più importante del municipio è Luigi Muratori, avvocato di 47 anni. Suo padre, Francesco Muratori, non c’è più. Era titolare di un’attività di rimessaggio e alaggio natanti a Vasto Marina. Nato a Lecce nel 1965, Luigi ha vissuto a Vasto insieme alla famiglia prima di trasferirsi ad Arese, 20mila abitanti e un nome celebre nel settore automobilistico: è lì che per anni è rimasto attivo lo stabilimento dell’Alfa Romeo, che ha smesso di produrre nel 2005. Oggi, dove sorgeva il colosso industriale, è rimasto solo un centro di ricerche su design e motori del gruppo Fiat. Avvocato dal 1999, Muratori ora scende in campo a capo di una lista civica in vista delle elezioni del 6 e 7 maggio: Arese in testa. A costituire il nuovo soggetto politico è stato il comitato Genitori di Arese, che a settembre del 2011 è sceso in piazza insieme ai cittadini per manifestare contro l’amministrazione comunale di centrodestra, travolta dall’inchiesta giudiziaria al culmine della quale era finito agli arresti domiciliari l’ex sindaco, Gianluigi Fornaro. Nel programma del candidato originario di Vasto c’è anche il recupero della grande area ex Alfa, che oggi è abbandonata al più completo degrado, con la grande scritta rossa che dominava lo stabilimento ora smantellata e gettata alle ortiche.   Muratori, nell’illustrare al quotidiano Il Giorno i motivi di questa esperienza politica e della fondazione di Arese in testa, dimostra di essere ambientato nella comunità lombarda, visto che dice: “Oggi l’identità aresina si è persa nell’idea dell’area metropolitana insieme ai Comuni limitrofi di Rho, Garbagnate, Bollate e Pero. La comunità ha conosciuto un impoverimento nelle relazioni, nella capacità di crearle e mantenerle e non è riuscita a trarre profitto dalle opportunità che si sono presentate negli anni. I soggetti politici, forse per paura, incapacità o interessi contrastanti, non hanno saputo governare il cambiamento; hanno continuato a gestire le istituzioni e la cosa pubblica con le stesse dinamiche del passato recente senza considerare le profonde trasformazioni della realtà circostante”. Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com

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