vastoweb.com - Portale di informazione su Vasto e Abruzzo. Commercio, Servizi, Turismo.

Marcovecchio: "Retrocessione amara, ma puntiamo sul vivaio"

Più informazioni su

VASTO – Quando mancano 4 giornate alla fine del campionato per la Bcc Volley San Gabriele Vasto è arrivato il verdetto più amaro, la retrocessione in serie C. Tracciamo un bilancio di questa annata con l’allenatore della squadra vastese, Ettore Marcovecchio.

La retrocessione era ormai nell’aria da diversi mesi. Però quando poi arriva quel momento sicuramente è una cosa difficile da vivere.
Questa retrocessione lascia amarezza per come è arrivata. Sono convinto che se non fossero successe tante piccole cose, che alla fine hanno fatto la differenza, noi ci saremmo salvati. Questo vuol dire che se noi avessimo avuto la squadra al completo fino alla fine del campionato ce l’avremmo fatta. Lo abbiamo dimostrato fino alla sosta natalizia, quando siamo riusciti ad allenarci bene e al completo abbiamo lottato alla pari con tutti. Il mio rammarico è questo. Però retrocedere non è un grande problema, lo avevamo detto all’inizio. Il nostro lavoro è puntato al vivaio, ai giovani, e vuol dire che si ricomincerà con un altro ciclo. Questo è un ciclo che ha finito il suo corso, per cui ne ricominceremo un altro. Sarà difficile tornare subito in una serie nazionale, ci vorrà del tempo e soprattutto dovranno uscire altre ragazze.

Guardando alle formazioni giovanili si nota come le ragazze non siano molto alte. E’ una tendenza delle generazioni più giovani o ci sono altri motivi?
Che le ragazze non siano molto alte è la realtà. Nell’’annata 93-94, tra cui spiccano Delli Quadri, Mileno, Innocenti, Cionci, tutte sull’1,80, erano in media molto alte. Le ragazze di ora sono tutte più piccole. Ma questo non perché le ragazze alte non ci siano, ma evidentemente la maggior parte preferisce fare altro. Forse molte non sono attratte dal fare sport, sacrificio, fatica, e qualche altra fa qualche alto sport. Dobbiamo avere pazienza, nel curare la fase di crescita delle ragazze, per avere più possibilità di giocare ad alto livello.

Nel gruppo che ha conquistato e giocato la B2, vi sono differenti caratteristiche e attitudini verso la pallavolo. Però tutte hanno sempre svolto un grande lavoro.
Se questo gruppo negli anni ha ottenuto grandi risultati è perché, almeno fino allo scorso dicembre, ha lavorato sodo e con la giusta mentalità. Poi, piano piano, quando si arriva all’anno della maturità, le ragazze sono più stressate dalla scuola e perdono un po’ più di voglia e cominciano giustamente a valutare altro. Questo è un fattore che come società dobbiamo valutare negli anni futuri.  Forse, quando le atlete arrivano al quinto dobbiamo rivedere le cose, ovviamente con le dovute eccezioni.

La Bcc San Gabriele è uno dei pochissimi casi in cui un campionato nazionale è stato disputato con tutte le ragazze del vivaio, eccezion fatta per Caterina De Marinis, che pure è parte integrante della società, facendo anche l’allenatrice. Questo è un vantaggio o uno svantaggio?
In ogni caso è un vantaggio perché da un punto di vista economico è quasi impossibile gestire situazioni come quella di un campionato di serie B. Noi abbiamo speso almeno la metà di quello che hanno speso le altre squadre. Gli sponsor fanno sempre fatica a dare contributi e vedo che questa è una situazione a livello nazionale. Quindi, anche se alla fine qualcosa si paga in termini di esperienza, credo che ormai sia questa la strada. Ci saranno anni in cui si soffrirà di più, anni in cui si va meglio, come col gruppo 93-94, ma poi si possono ottenere ottimi risultati.

E’ stata una stagione caratterizzata in negativo dagli infortuni. Forse non tutte le ragazze hanno retto i carichi di lavoro?
Non credo sia questo il problema. La maggior parte degli infortuni è stata o di natura traumatica o altri incidenti. I problemi maggiori sono stati spalla di Altieri, che è un fattore congenito e Innocenti, che ha questo problema alla cartilagine del ginocchio. Come carichi di lavoro non facciamo più di squadre avversarie. Altre si allenano anche di mattina, noi facciamo solo pomeriggio, anche con la dovuta prevenzione. Poi è normale che ci sono atlete che risentono di più dei carichi di lavoro. Ci sono anni in cui si hanno più infortuni e anni in cui non se ne hanno. In questa stagione ne abbiamo avuti più che nelle altre ma credo sia più una casualità.

Quanto ha pesato il fattore inesperienza nella gestione del campionato?
E’ chiaro che un po’ di inesperienza c’è. Certi errori in fasi determinanti della partita dipendono da questo, ma lo sapevamo e ci sta. Il problema grande, lo ripeto, è che da dicembre che, per infortuni e altri problemi, non sono più riuscito ad avere la squadra al completo. Per il resto, con tutti gli errori commessi, con tutti gli infortuni, avremmo potuto ottenere la salvezza.

E’ stato un campionato nuovo per tutti. Si è vista una società che si è impegnata al massimo, ma anche lì c’è qualcosa da registrare per il futuro.
Sicuramente tutti, dalla società al settore tecnico, dovevamo fare questa esperienza. Qualche errore è stato anche commesso. Su quello che è successo quest’anno si può pensare di ricominciare, esaminando quanto fatto quest’anno. Quando le cose vanno male non c’è un solo motivo, sono tanti i motivi, tutti dobbiamo fare un esamino di coscienza per non ripetere errori.

E’ la prima volta nella tua carriera in cui ti ritrovi a retrocedere e comunque a non lottare per le posizioni di vertice. Come hai vissuto questa nuova esperienza?
Io quest’anno, sia all’inizio che alla fine, non ho mai pensato alla classifica. La Motivazione principale era disputare dopo tanti anni un campionato nazionale a Vasto e, l’ho detto all’inizio e lo ripeto adesso, portare tanta gente in palestra. Per noi questa è già stata una vittoria. Tutto quello che si potrà fare di più lo faremo. Retrocedere è sempre una brutta cosa, ma non la vedo come una cosa negativa al massimo. Deve essere una cosa per ripartire e migliorare. In Abruzzo siamo una delle poche società ad avere una struttura ottima, in cui allenarsi, attrezzature ottime e uno staff tecnico con tre-quattro allenatori con una buona esperienza tecnica per far crescere giovani ragazze.

Tutte, o quasi tutte le ragazze della prima squadra finita questa stagione prenderanno altre strade. Cosa possono cogliere di positivo da questo campionato disputato?
Questo è un gruppo che ha ottenuto quasi il massimo che poteva ottenere. E’ stato un gruppo che, giustamente, ha sempre ottenuto quello che meritava, ha sempre vinto tutti i campionati giovanili. Quest’anno si è trovato per la prima volta in difficoltà e forse non ha retto a questo impatto, perché la pressione è stata tanta. Finito questo, arriverà il momento di dimostrare a loro stesse quello che valgono, magari in qualche altra società. Faranno le loro esperienza e molte di loro saranno in grado di proseguire  anche in campionati nazionali. Con la politica della nostra società è giusto che queste ragazze vadano a fare esperienza da qualche altra parte, anche per vedere in effetti tutto il loro valore, per migliorare ancora di più, visto che hanno solo 18-19 anni.

La San Gabriele riparte, come sempre, dai successi del settore giovanile. Il vivaio dà sempre grandi soddisfazioni.
La chiave è sempre il lavoro. Noi abbiamo un buon gruppo di ragazze, con cui, nonostante molte non siano dotate di natura per la pallavolo, grazie al lavoro, al miglioramento tecnico, riusciamo ad ottenere sempre dei risultati a livello giovanile. Un vantaggio, rispetto ad altre società, è quello di avere strutture adeguate alla pratica di questo sport. Ormai sono dieci anni che a livello giovanile, vinciamo quanto meno un titolo provinciale, il chiaro segno che il lavoro paga.

Chiudiamo guardando alla stagione estiva, in cui vi trasferirete sulla spiaggia con il beach volley.
Anche quello è un aspetto che curiamo e che negli anni ha portato buoni risultati. A Vasto ci saranno i nostri corsi, con cui partiremo nel mese di giugno. Stiamo già preparando l’area insieme alla Masa Promoter, e siamo già pronti a partire con la stagione fatta di allenamenti, tornei e tante altre iniziative.

Giuseppe Ritucci

Più informazioni su