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Pollutri: "Il polo ecologico Valle Cena come risorsa"

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VASTO –  Un Polo Ecologico integrato a Valle Cena. Una proposta che il comune di Cupello porta avanti ormai da diversi anni e che lo scorso 31 gennaio è stata approvata all’unanimità dal consiglio comunale. E’ il sindaco Angelo Pollutri ad illustrarla, chiarendone anche alcuni aspetti. Il primo cittadino ripercorre quella che è stata la storia dal punto di vista dello sviluppo del territorio del Vastese.

“Il metano scoperto nel sottosuolo ha evitato la fuga di tante persone che hanno trovato l’occupazione. Ora, con il ciclo dei rifiuti, si può tornare a creare occupazione, anche con centri di ricerca specializzati. Di fatto –spiega Pollutri –la politica si è già espressa sulla destinazione d’uso di Valle Cena, destinandovi la discarica e gli impianti del Civeta. Noi vogliamo andare oltre, creando un polo specializzato dove estendere il trattamento dei rifiuti”. La critica che viene rivolta al sindaco è quella di voler semplicemente far costruire un inceneritore a Cupello. “Niente di più sbagliato –replica Pollutri-. Chi pensa ancora all’inceneritore è rimasto indietro. Oggi, con le nuove tecnologie è possibile realizzare impianti sicuri e che non sono dannosi per la salute. Questo deve essere il primo punto, da cui non si può prescindere”.

Ecco, quindi, che la richiesta del consiglio comunale di Cupello, presentata alla provincia di Chieti, è quella di liberare le aree destinate all’industria previste in località Bufalara, mai utilizzate, e destinarle a Valle Cena, in prossimità degli impianti del Civeta. “I rifiuti possono essere una risorsa. Con un milione di tonnellate di rifiuti si possono creare 5-600 posti di lavoro. E non mi sembra poco. E poi, grazie ai nuovi impianti si avrebbero le compensazioni ambientali per poter completare opere come la Fondo Valle Treste, la fondo Valle Cena ed altre per cui non è previsto un solo centesimo nei prossimi anni”. L’idea, quindi, è quella di allocare a Valle Cena una serie di impianti, compresi quelli di cui si dibatte ora, compresi quelli che dovrebbero essere realizzati a Punta Penna.

“Invece che dover controllare il territorio a macchia di leopardo, l’attenzione sarebbe concentrata su una sola area. E qui dovrebbero nascere dei centri di ricerca, che darebbero opportunità ai giovani del nostro territorio”. Una proposta che va chiaramente condivisa con i comuni adiacenti, con cui andrebbero poi divise anche le compensazioni aziendali.

“Se la situazione resta così com’è rischiamo di diventare davvero la pattumiera d’Abruzzo. Anche perché anche la vasca di raccolta dei rifiuti aperta nel 2010 tra 3 anni sarà esaurita. Allora dobbiamo trovare una soluzione. Credo sia più nocivo continuare a sotterrare i rifiuti che creare una gestione. Vorrei anche far capire a chi rivendica il no  a questo tipo di insediamenti, che deve essere un no ragionato, quindi valutando bene le scelte, le aree e il modo in cui si creano gli impianti”.

Giuseppe Ritucci

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