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Processione del Venerdì Santo con un pensiero a L'Aquila

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VASTO – Il pensiero conclusivo di don Domenico Spagnoli è rivolto a L’Aquila, nel terzo anniversario del sisma. La processione del Venerdì Santo si è snodata partendo dalla chiesa di Sant’Antonio di Padova. Da qui sono uscite la statua del Cristo Morto e della Madonna Addolorata. Tanta l’emozione dei confratelli che portavano la statua della Vergine con la spada nel petto. Nel tratto della navata della chiesa uno dei quattro che ha caricato la statua sulle spalle era Nicola Cianci, 90 anni appena compiuti. Nonostante l’età ha voluto rinnovare la sua fede con questo gesto, come da tantissimi anni a questa parte.

Poi alla processione si sono unite le statue che ricordano la passione e morte di Gesù. Presenti tutte le confraternite della città, ad ognuna delle quali era affidata una delle statue. Il silenzio era interrotto solo dalle preghiere dei fedeli e dalle voci del coro, che hanno intonato i canti della Passione.

Dopo il percorso nel centro storico la processione è terminata davanti la cattedrale di San Giuseppe. Qui, dopo un momento di preghiera guidato da don Domenico e da don Stellerino D’Anniballe, vi è stata la solenne benedizione con la reliquia del legno della croce. Come detto non è mancato un ricordo alle 309 vittime d4l sisma che ha colpito L’Aquila, in particolare ai figli di questa terra, Davide e Maurizio, che in quella tragedia hanno perso la vita.

Poi, le statue sono tornate nel silenzio nella chiesa di Sant’Antonio e della Madonna Delle Grazie. Tanta la gente che ha partecipato, camminando insieme alle statue o assistendo lungo il percorso, in questo rito che si è rinnovato anche quest’anno. La Chiesa continua a vivere questi giorni nel silenzio.

Giuseppe Ritucci

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