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Cobas: "Corteo anti biomasse, a Vasto c'è stata omertà"

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VASTO – “Al termine della manifestazione, molti dei Cobas venuti da fuori regione ci hanno detto di aver visto una città omertosa”. A Domenico Ranieri, segretario provinciale della Confederazione Cobas, non vanno giù le critiche al corteo anti centrali a biomasse di una settimana fa. A Vasto, fino ad ora, il mondo politico ha evitato commenti ufficiali. Ma sotto il pelo dell’acqua le censure si sono diffuse a macchia d’olio, nonostante tutti i partiti abbiano votato di recente all’unanimità per il no agli impianti termoelettrici a Punta Penna.

E’ sulla partecipazione alla protesta (600 persone secondo gli organizzatori, 500 secondo la polizia) che le critiche continuano a serpeggiare nella politica vastese. Secondo più di quacuno, “di vastesi non ce n’erano. Erano quasi tutte truppe cammellate venute da fuori”.

“Molti dei Cobas venuti da fuori regione”, tra cui gli operai di Torino Mirafiori e una delegazione siciliana, “hanno raccontato di aver visto una città omertosa, che ha assistito al corteo da dietro alle finestre. Lo hanno sottolineato persino coloro che sono giunti a Vasto dalla Sicilia”.

Per Michele Celenza, coordinatore del Comitato cittadino per la tutela del territorio, “il voto espresso dal Consiglio comunale ha scaricato la tensione che c’era attorno al problema biomasse. La data del Consiglio è stata anticipata rispetto alle previsioni. Ci siamo trovati ad aderire alla manifestazione dei Cobas quando molti cittadini già pensavano che il no espresso dall’assemblea civica fosse sufficiente a bloccare la costruzione delle centrali. Ma siamo soddisfatti perché la partecipazione c’è stata”.

“Le invidie dei dirigenti di partito”, commenta l’ambientalista Ivo Menna, “dimostrano quanto la politica sia subalterna agli interessi privati”.

micheledannunzio@vastoweb.com

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