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"Industrie inquinanti e rifiuti pericolosi, martedì 2^ protesta"

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VASTO – Nel mirino finiscono non solo le centrali a biomasse, ma anche altri due impianti, uno a Punta Penna, l’altro tra Furci e Cupello. Per ribadire il loro secco no nel giorno in cui verranno prese le decisioni imporanti, gli attivisti del Comitato per la tutela del territorio partiranno martedì da Vasto per unirsi agli ambientalisti di tutto l’Abruzzo nella protesta davanti alla Presidenza della Regione. Ieri mattina, nel quartiere generale di corso De Parma, la conferenza stampa del Comitato cittadino per la tutela del territorio. Il briefing è stato tenuto dal coordinatore, Michele Celenza, insieme a Vincenzo Ronzitti. E’ intervneuto anche il sindaco di Furci, Angelo Argentieri. Tra i presenti, anche alcuni politici: Antonio Menna e Roberto Laccetti (Udc), Massimo Desiati (Progetto per Vasto) e Ivo Menna (La Nuova Terra) che è membro del movimento anti biomasse.

 

Due i progetti contro cui il Comitato punta il dito: il primo si chiama Recogen ed è l’impianto di rigenerazione dell’acido cloridrico a Punta Penna. Il secondo è quello di trattamento di rifiuti pericolosi con annessa discarica di non pericolosi in località Valle Cena, in territorio di Furci, ma al confine con Cupello e a poca distanza dal Civeta, il consorzio intercomunale che ricicla l’immondizia.

 

Il primo progetto è stato presentato dalla Puccioni spa,  azienda che produce concimi a Punta Penna, il secondo è della società Valle Cena srl, “di cui sono soci Paolo Primavera, presidente di Confindustria Abruzzo, e Giovanni Petroro”, fa notare Celenza.

 

“A tutto questo bisogna aggiungere gli impianti prospettati dal sindaco di Cupello, Angelo Pollutri”, che ha lanciato l’idea di polo ecologico integrato. Una proposta che “configura un futuro tutt’altro che roseo e, comunque, non concordato per il Vastese. Se poi pensiamo anche alle centrali termoelettriche a biomasse, allora comprendiamo quanto questo progetto complessivo sia impattante sull’ambiente. Quando Pollutri parla di polo integrato dovrebbe risponderne non solo ai cittadini di Cupello, ma anche a quelli degli altri comuni. La sensazione, invece, è che ogni privato e ogni Comune procedano per conto proprio, in una situazione che ormai sfugge al controllo. Invece – sottolinea il coordinatore del Comitato – la direttiva europea Seveso stabilisce chiaramente che la popolazione interessata deve essere consultata nella formazione dello strumento urbanistico e nella procedura di valutazione d’impatto ambientale. Quest’ultima avverrà martedì prossimo in Regione. E’ quella sede in cui deve essere disposta la consultazione della popolazione”, visto che a Punta Penna, oltre alla riserva naturale di Punta Aderci e alla zona industriale, esiste anche un quartiere residenziale.

 

Palazzi a poche centinaia di metri dalle fabbriche. Una convivenza sempre più difficile, quella attorno al porto di Vasto. Tant’è che i consiglieri provinciali del Vastese hanno  fatto approvare all’unanimità dal Consiglio il documento in cui si oppongono alle centrali a biomasse e chiedono all’amministrazione  Di Giuseppantonio di avviare le procedure per la modifica del Ptap, piano territoriale delle attività produttive di Punta Penna.

 

L’obiettivo è “avviare un percorso di modifica della destinazione d’uso dell’area, eliminando le contraddizioni delle scelte del passato”, ha commentato Etelwardo Sigismondi, consigliere provinciale del Pdl. Intanto, insieme ad altri ambientalisti provenienti da tutto l’Abruzzo, gli attivisti del Comitato manifesteranno martedì davanti a Palazzo Silone, sede della presidenza della Regione, dove si riunirà il comitato per la valutazione d’incidenza ambientale, che dovrà esaminare l’impatto sulla salute dei cittadini di 64 progetti sparsi sul territorio abruzzese. Anche quelli del Vastese. Il pullman diretto all’Aquila partirà dal terminal bus di via Conti Ricci alle 7 del mattino.

 

“Tutte le richieste in corso sono state concentrate in questa seduta e in quella del 26 aprile prossimo perché fino a fine mese la normativa sarà quella attuale. Poi entrerà in vigore la nuova legge, che prevede maggiori obblighi di pubblicità degli atti e, dunque, norme più restrittive”, fa notare Alessia Felizzi, attivista del Comitato la tutela del territorio. “Le nuove regole prevedono la pubblicazione di una newsletter digitale cui tutti i portatori d’interesse (associazioni, enti pubblici e privati, ma anche singoli cittadini) possano iscriversi per avere comunicazioni sull’andamento dell’iter procedurale. Per aggiare queste forme di pubblicità, è in atto una corsa contro il tempo per far esaminare tutto entro la fine deel mese”.

 

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com 

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