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Acido cloridrico, Rifondazione presenta le osservazioni

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VASTO – Una serie di osservazioni per opporsi al progetto di costruzione di un impianto per la rigenerazione dell’acido cloridrico nella zona industriale di Punta Penna. Le ha presentate Rifondazione comunista.

Domani all’Aquila si riunisce il comitato di valutazione d’incidenza ambientale della Regione Abruzzo. La commissione è chiamata a esaminare 64 progetti sparsi su tutto il territorio regionale, tra cui il Recogen, presentato dalla società Puccioni spa per la realizzazione della nuova azienda di trattamento dell’acido cloridrico, “a partire da acque di decapaggio costituite da rifiuti pericolosi”.

Il decapaggio è un’operazione chimica finalizzata a rimuovere e disciogliere ossidi superficiali presenti sui pezzi di metallo, come per esempio gli ossidi di saldatura o gli ossidi di ricottura, la ruggine, le scorie inquinanti.

“Nelle nostre osservazioni ribadiamo che un deposito di rifiuti pericolosi e la loro successiva lavorazione per ricavarne acido cloridrico da stoccare per essere successivamente venduto, anche considerando le ingenti quantità di materiale in deposito e il crescente traffico su gomma, risulta incompatibile con il  contesto ambientale con la riserva regionale di Punta Aderci e con il Parco della Costa teatina”, si legge in un comunicato del circolo Sante Petrocelli di Vasto.

“Non è possibile infatti – sottolinea Rifondazione – ridurre a zero il rischio di incidenti, quali ad esempio sversamenti di sostanze pericolose, durante ognuna delle fasi di lavorazione dei rifiuti pericolosi (acque di decapaggio), materia prima delle lavorazioni per il recupero dell’acido cloridrico. E’ da considerare tali rischi tanto più elevati, vista la vicinanza di aree sensibili dl punto di vista ambientale e la presenza dell’area urbana di Punta Penna, il cui danno dovuto ad incidente sarebbe pertanto ancora più grave.

Come per le centrali a biomasse e il no convinto alle piattaforme e cave sulla costa teatina, Rifondazione comunista di Vasto continua le sue azioni politiche perseguendo un idea di crescita economica fondata sulle risorse ambientali del proprio territorio, risorsa per nulla delocalizzabile.

Bisogna rilanciare un azione di accelerazione sulla programmazione delle aree di risulta dell’ex tracciato ferroviario e rinvigorire la questione Parco, ferma al Ministero. Attraverso la tutela del territorio e la messa in atto di azioni di sviluppo verso il turismo sostenibile, potremmo dare un futuro alla nostra città”.

Redazione Vastoweb

               

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