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"Discarica di rifiuti industriali, una battaglia iniziata nel 2008"

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VASTO – Dall’architetto Pina Colamarino riceviamo e pubblichiamo:

“La battaglia contro la discarica di rifiuti tossici e pericolosi in progetto a Furci parte dalla prima proposta nel lontano 2005. Nonostante la legge italiana preveda la pubblicizzazione di questo tipo di progetti, proprio per permettere a chiunque di fare osservazioni, per diverse settimane non si è saputo nulla, finchè non mi è arrivata una voce del tutto fuori dal giro del paese. Da allora la fatica più grande è stata convincere le persone che il progetto era deleterio per un paese come il nostro, oltre a tutta una serie di problemi tecnici sulla fattibilità del progetto.

Da quel giorno c’è stato un grande sforzo da parte mia e di un gruppo di persone (soprattutto giovani) per montare una grande mobilitazione. Abbiamo fatto una massiccia raccolta firme ben al di fuori dei confini del paese, abbiamo organizzato serate di sensibilizzazione con proiezioni di film e dibattiti, abbiamo coinvolto tutte le associazioni ambientaliste della regione (la maggior parte dei furcesi nemmeno lo sa che sono già famosi per la discarica), ho partecipato a conferenze in tutto il territorio e in nessuna di queste azioni ho visto la presenza o la collaborazione del sindaco di Furci Angelo Argentieri.

Il 17 Maggio 2008, infatti, mentre a Furci si faceva festa al patrono, ero alla costituzione di Emergenza Ambiente Abruzzo per portare alla loro attenzione questo progetto. Da allora siamo in continuo contatto per fare rete contro i diversi progetti scellerati che intendono intaccare malamente il territorio abruzzese senza tutelare ambiente e cittadini, tuttora, tutte le associazioni sono disposte a proseguire con la battaglia contro la discarica. Ieri c’è stata una grande vittoria della democrazia, la massima realizzazione per questa rete di associazioni che combatte ogni giorno instancabilmente contro il petrolio, per il parco della costa teatina, contro progetti di ogni tipo per preservare la regione verde d’Europa. Non solo in campagna elettorale.

Ieri all’Aquila, al presidio organizzato in pochi giorni in occasione del comitato VIA, è saltato il meccanismo dell’ormai, la parola ormai è quello che ho sentito dire fino allo sfinimento non solo al bar di Furci ma soprattutto dagli amministratori (magari sempre al bar) per scoraggiare ogni azione contro. E invece oggi si è creato un importante precedente, la parola ormai è stata superata e lo ha dimostrato la bocciatura del progetto della multinazionale della Forrest Oil a Bomba. L’ho sentita troppe volte quella parola in questi anni, anni in cui, tra l’altro, l’ingegner Primavera ci ha portato in tribunale con l’accusa di diffamazione con un’ingente richiesta in denaro di risarcimento, processo vinto ma senza il supporto di nessuno, tanto meno dell’amministrazione, infatti non posso di certo dire di aver avuto la reale percezione che il sindaco di Furci e la sua amministrazione fosse davvero contraria al progetto. E’ stato faticoso tutto: ottenere un’assemblea pubblica, ottenere uno studio del progetto, convincere i cittadini che opporsi a questi progetti è un diritto sancito dalla legge, convincerli del contrario di quello di cui erano stati convinti, tutto.

Il progetto ha già avuto due fasi. In prima istanza, dopo la nostra mobilitazione, il progetto è stato bocciato perché ricadente in zone a rischio idrogeologico. Il proponente poi, acquistando aree limitrofe, ha riproposto il progetto. Anche in questo caso abbiamo scritto una serie di osservazioni che toccavano vari temi oltre a quello tecnico come quello economico e sociale. All’Aquila il progetto è stato rimandato sine die”.

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