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Puccioni: "Nostro progetto non inbquina, c'è il via libera Ue"

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VASTO – “E’ un impianto che non inquina. Non ci saranno emissioni nell’aria”. La Puccioni spa non replica ufficialmente agli ambientalisti, ma nello stabilimento di Punta Penna sono convinti di essere nel giusto. “Gli unici sfiatatoi, se così si possono chiamare, saranno quelli necessari a emettere aria per creare il vuoto nei serbatoi, altrimenti non si possono riempire. E’ lo stesso principio dei serbatoi delle automobili”. Niente dichiarazioni ufficiali è la parola d’ordine. Ma lo stato d’animo aziendale filtra dai cancelli di via Osca.

Il progetto Recogen, l’impianto di rigenerazione dell’acido cloridrico che la società produttrice di concimi chimici vuole realizzare a Punta Penna su proprio brevetto, è stato bocciato dalla Regione Abruzzo: martedì ha avuto esito negativo la Via, valutazione d’impatto ambientale. Lo ha deciso l’apposita commissione, riunitasi a L’Aquila, a Palazzo Silone, sede della Presidenza della Regione.

Le contromosse – “Cosa faremo? Valuteremo il da farsi dopo aver letto le motivazioni del rigetto. Questo è un progetto pilota scelto dall’Unione europea insieme ad altri 10 in Italia e 100 in tutto il continente nell’ambito del bando Eco-innovation, destinato ai progetti di innovazione in campo ambientale. L’Ue lo ha premiato, la Regione lo ha bocciato, ponendosi in contrasto con l’Europa”. Per ora l’azienda non vuole sbilanciarsi, ma è chiaro che tornerà alla carica.

La procedura – “Per evitare che si dicesse che abbiamo fatto tutto di nascosto, abbiamo deciso di sottoporre il progetto alla valutazione d’impatto ambientale. Una procedura che non era necessaria, né richiesta dalla legge. Abbiamo seguito i consigli di qualche tecnico della Regione”, riferiscono fonti aziendali. Il progetto Recogen non era soggetto a Via, la valutazione d’impatto ambientale, ma solo a una procedura più snella e meno complicata che si chiama valutazione di assoggettabilità. Su consiglio di alcuni tecnici e funzionari regionali, abbiamo preferito esperire la Via allo scopo di evitare che qualcuno dicesse che abbiamo fatto tutto di nascosto. Sapevamo che l’iter da seguire sarebbe stato molto più complicato”.

L’impianto – Secondo la società che produce concimi chimici dal 1888, “questo è un progetto pilota di grande valenza ambientale, non per niente ha vinto il bando europeo denominato Eco-innovation, con cui sono stati premiati e finanziati 100 progetti in tutto il continente, 10 dei quali in Italia. Una cosa di cui andare fieri e, invece, si organizzano le manifestazioni di proteste e si esulta per il no della Regione Abruzzo. Non è una nuova fabbrica, ma un macchinario da installare dentro i capannoni già esistenti: una scatola in cui viene rigenerato l’acido cloridrico. Nell’impianto entra l’acido spento, cioè già utilizzato per il trattamento di materiale ferroso in altri processi industriali, ed escono solfati destinati alla produzione di fertilizzanti e acido cloridrico riattivato e pronto per essere riutilizzato. Tutto questo senza produrre scarti, né emissioni inquinanti nell’atmosfera. Sono previsti solo 5 sfiatatoi necessari a produrre il vuoto nei serbatoi, eliminando l’aria dal loro interno. Serbatoi che funzionano come quelli delle automobili. Se non si toglie l’aria, questa fa da tappo e non permette di riempirli”.

L’Europa – “E’ un progetto pilota premiato dall’Ue e finanziato al 50%, cioè con 850mila euro di fondi europei e altrettanti a carico dell’impresa di Punta Penna, dove entrerebbero 4-5 autobotti al giorno. Recogen permetterebbe di impiegare 10-12 persone e, trattandosi di un brevetto, se funzionasse, diventerebbe una tecnologia da utilizzare in tutti i Paesi membri dell’Ue”.

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com

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