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Indagini edilizie, la Procura sequestra sei cantieri sulla costa

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VASTO – Due sequestri di altrettanti complessi edilizi in fase di costruzione sulla costa vastese sono stati eseguiti su iniziativa della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Vasto al termine delle indagini svolte con l’ausilio della sezione di polizia giudiziaria, della Guardia costiera e della Guardia di finanza.

“Si tratta di due vicende separate, nelle quali si contesta l’aggiramento di vincoli normativi e la realizzazione di residenze private in aree vincolate e nelle quali, comunque, queste non sono consentite dallo strumento urbanistico”, si legge nel comunicato diramato stamani alle 10.55 dal procuratore capo, Francesco Prete.

Montevecchio – Il primo provvedimento riguarda “42 immobili e strutture pertinenziali nel loro complesso” ed è stato emesso dal Gip del Tribunale di Vasto, che ipotizza “una lottizzazione abusiva  e un intervento edilizio illegittimo, poiché consistente nella costruzione di villette ad uso di civile abitazione in una zona a vocazione turistica”, afferma il procuratore, che si riferisce alla “realizzazione di un complesso residenziale denominato Residence Plaza, sorto sulla collina di Montevecchio, in un’area destinata a strutture turistico-ricettive”. Questa indagine è stata condotta dalla magistratura inquirente insieme ai finanzieri della Compagnia di Vasto, agli ordini del capitano Luigi Mennitti.

Canale – “Nella seconda vicenda si contesta – scrive Prete – oltre alla violazione del vincolo paesaggistico, di avere realizzato nuove costruzioni in una fascia costiera, quella adiacente a contrada Canale, nella quale queste sono vietate dallo strumento urbanistico. In particolare, sono stati sequestrati cinque corpi fabbrica destinati a civile abitazione”. Nell’inchiesta sul litorale è stato impegnato anche l’Ufficio circondariale marittimo, diretto dal tenente di vascello Daniele Di Fonzo. I terreni su cui sorgono le cinque villette sono in parte demaniali. Le abitazioni in costruzione si trovano a due passi dal mare, lungo uno dei tratti più suggestivi e appartati della costa vastese.

Codici – “L’inchiesta di Montevecchio è partita da un nostro esposto”, commenta Riccardo Alinovi, responsabile locale dell’associazione Codici. “Ci costituiremo parte civile nel procedimento giudiziario”. Secondo Alinovi, “la procedura edilizia non è iniziata da una richiesta di concessione presentata in Comune, ma da una domanda presentata allo Sportello unico delle attività produttive. Il dirigente comunale dell’Urbanistica, Alfonso Mercogliano, dovrebbe dimettersi. Stessa cosa dovrebbe fare il sindaco, Luciano Lapenna, che ha il compito di garantire la legalità e la trasparenza sbandierate in campagna elettorale. In Comune – sostiene il referente di Codici – ci sono conflitti di interessi legati a rapporti di parentela tra pubblici amministratori e imprenditori. Un ringraziamento alla Procura per il lavoro svolto e un invito ad andare avanti su questa strada”.

“La nostra città, negli ultimi anni, è stata invasa dal cemento in modo incontrollato e senza nessun nrispetto per l’ambiente e per la bellezza della costa”, afferma Stefano Moretti, dell’Aia, osservatorio antimafia d’inchiesta. “Ormai purtroppo il danno è stato fatto e difficilmente si potrà ripristinare
lo stato dei luoghi”.

micheledannunzio@vastoweb.com

 

 

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