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"Mi candido alle primarie per le regionali e per il Parlamento"

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VASTO – “Sicuramente non rifarò gli errori di gioventù. E’ stato un errore non essermi candidato alle primarie che il Pd ha tenuto in vista delle elezioni comunali di Vasto. Se si faranno le primarie per le regionali, mi candiderò. E, perché no, farò la stessa cosa anche per il Parlamento”.

Lo annuncia Domenico Molino, consigliere comunale del Partito democratico di Vasto. L’esponente del Pd interviene anche sulla questione ambientale, di cui in città si discute ormai da mesi.

“Rispetto i cortei e la politica del dissenso riguardo a temi importanti come la salvaguardia ambientale e dei beni naturali, ma purché non sia fine a se stessa”, precisa Molino. “Dopo la protesta serve la proposta. E la proposta tocca alla politica. E’ pura utopia pensare che Punta Penna diventi come Bagnoli, per due motivi: a Vasto e Napoli non è stato perpetrato lo stesso danno e non ci sono le medesime risorse per la riconversione del sito delocalizzando le industrie.
Invece, il cuore dello sviluppo di Punta Penna deve essere il raddoppio del porto. I progetti ci sono. E sono pronti per essere cantieri con risorse disponibili. L’iter per l’ampliamento del bacino portuale è ormai a un livello avanzato: è in fase di pubblicazione la valutazione ambientale strategica, poi si svolgeranno le procedure finali, prima dell’inizio dei lavori. Cgil, Cisl e Uil hanno fatto bene a sottolineare l’importanza del porto di Vasto per lo sviluppo della zona industriale della Val di Sangro, che è stata dichiarata area di crisi. La loro è una presa d’atto dell’importanza logistica della zona Vasto-San Salvo. Per questo, non possiamo pensare di cacciare le industrie. La vicenda della centrale a biomasse progettata dalla Istonia Energy è stata mal gestita dalla politica. Le procedure sono le stesse anche se si vuole costruire una fabbrica di gelati. Era sbagliato localizzare a Punta Penna le centrali a biomasse, ma questo non vuol dire che bisogna stoppare le industrie”.

E sull’ipotesi di spostare le fabbriche, riconvertendo l’attuale zona industriale, Molino frena: “Le aziende esistenti devono rimanere a Punta Penna, rispettando le normative in materia di tutela ambientale. Per il futuro, vanno ridisegnate le zone e individuati nuovi spazi per industrie, porto e sviluppo turistico di aree naturalistiche che necessitano di infrastrutture turistiche. Sono d’accordo con chi vuole bloccare la situazione attuale e individuare nuovi spazi attorno alle fondovalli Sinello e Treste, oppure a Punta Penna, al di là della Statale 16, per nuove aree destinate a insediamenti industriali. Il nostro territorio è appetibile per quattro motivi: logistica, basso costo dell’energia , fiscalità locale bassa (ma questo è anche compito della Regione) e manodopera specializzata. La riserva esiste perché dagli anni Sessanta la presenza delle industrie alle spalle del litorale ha preservato la costa dagli insediamenti turistico-residenziali. Il braccio del porto ha creato e ampliato l’attuale spiaggia di Punta Penna, che oggi dobbiamo tutelare. Dobbiamo pretendere industrie al passo coi tempi, che pongano come core business il rispetto dell’ambiente”.

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com

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