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Morte di Morosini, cause rimangono ignote: escluso l'infarto

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PESCARA – E’ terminata la parte ispettiva dell’autopsia su di Piermario Morosini, dopo oltre sei ore di indagine da parte del medico legale Cristian D’Ovidio.

“Non ci sono situazioni macroscopiche evidenti che ci permettano di determinare la morte del ragazzo”. Così il medico legale Cristian D’Ovidio appena terminata l’autopsia sulla salma di Piermario Morosini,. “Ora sono necessari ulteriori approfondimenti anche di carattere tossicologico”.

Sulle cause della morte di Piermario Morosini, l’attenzione dei medici sarebbe concentrata sull’accertamento di difetti cardiaci come alterazioni strutturali dell’organo e su difetti genetici che coinvolgono la conduzione elettrica del cuore. Secondo la prima dichiarazione del medico legale, sarebbero esclusi aneurisma e infarto.

Fonti del Livorno Calcio hanno chiarito che al momento il nullaosta per il trasferimento della salma non è ancora stato dato, e che verrà con tutta probabilità consegnato in serata. Questo farà sì che la salma potrà partire per Livorno soltanto nella mattinata di domani.

I funerali si terranno giovedì alle ore 11 nella chiesa parrocchiale di Monterosso, a Bergamo. E’ quanto ha appreso l’Ansa. La salma passerà prima da Livorno per permettere anche ai tifosi amaranto un ultimo saluto.

PM, IPOTESI E’ OMICIDIO COLPOSO – Sarà un’autopsia ad “ampio raggio”, quella sul corpo di Piermario Morosini, per sapere “più cose possibili”, ha spiegato il procuratore aggiunto di Pescara, Cristina Todeschini. “Per ora sul fascicolo c’é scritto ‘ignoti’, per cautelarci il più possibile – ha proseguito il magistrato – e l’ipotesi generica è quella di omicidio colposo. Tutto questo qualora dall’autopsia emergano ipotesi di rilevanza penale”.

Il medico legale avrà 60 giorni di tempo per comunicare alla Procura i risultati ufficiali dell’autopsia, mentre la famiglia, rappresentata oggi dal cugino Piergiulio Morosini, ha nominato un perito di parte, la dottoressa Cristina Basso di Padova, in rappresentanza della sorella di Piermario che è disabile. Come ha chiarito la Todeschini nel procedimento entrano solo i familiari, per ora ne restano fuori le società sportive del Livorno e dell’Udinese. Il dg Giovanni Gardini del Livorno ha comunque precisato di essere venuto in tribunale solo per tutelare la famiglia di Morosini e che il Livorno non ha chiesto nulla ai magistrati. “E’ un evento triste – ha poi concluso la Todeschini – cerchiamo di capire se questo ragazzo ha avuto qualcosa che proprio l’attività sportiva ha messo in risalto, perché magari in una persona normale che non fa attività ad alto livello certe problematiche possono non emergere”. La Todeschini evidentemente si riferisce anche alle eventuali familiarità del centrocampista del Livorno che ha perso il padre proprio per problemi cardiaci.

PM, MACCHINA VIGILI? RILEVANZA INESISTENTE – In attesa dei risultati dell’autopsia sulla salma di Piermario Morosini, e mentre non si placano ancora le polemiche sulla presenza dell’autovettura dei vigili urbani del corpo di Pescara che avrebbe per qualche minuto impedito all’ambulanza di entrare in campo, è proprio il procuratore aggiunto di Pescara Cristina Todeschini a spiegare che “dalle notizie che abbiamo fin qui la rilevanza del fatto sembra inesistente”.
Il magistrato chiarisce quindi che alla luce delle indagini, e anche questo evento entra nell’unico fascicolo aperto fin qui dalla magistratura, non ha nessuna rilevanza penale, fino a quando non emergeranno le considerazioni dell’autopsia. “Il fatto e i tempi interposti al momento non dicono nulla di più di quello che già sappiamo sia accaduto al povero Morosini, fermo restando che qualora indagine interna dei vigili urbani ci venisse consegnata con una serie di considerazioni, allora, anche noi la esamineremmo”

VIGILE SI AUTOSOSPENDE,PROCESSO INTERNO 7/5  – Nella relazione scritta consegnata al sindaco di Pescara, Luigi Albore Mascia, c’é “una piena ammissione di responsabilità” da parte del vigile urbano che sabato ha parcheggiato l’auto di servizio allo stadio impedendo, per qualche minuto, l’ingresso in campo all’ambulanza che poi ha trasportato in ospedale Morosini. Lo ha detto il sindaco nel corso di una conferenza stampa cominciata da poco a Pescara. Il sindaco ha invitato a non collegare tale azione, che già sabato aveva definito ‘esecrabile’, con quanto accaduto. Il sindaco, che da due giorni mantiene la stessa linea, ha parlato di “un atto di superficialità imperdonabile, grave e incensurabile. Se i soccorsi sono stati tempestivi, come io ritengo siano stati – ha detto -, nonostante la vicenda dell’ambulanza sia riprovevole, é sbagliato mettere in stretto contatto le responsabilità del vigile urbano con la morte dello sfortunato giocatore”. “Si tratta infatti – ha aggiunto il primo cittadino – di una persona giovane, con due figli piccoli, che indossa la divisa con dignità. Se la gente non ha percepito immediatamente quello che stava succedendo è perché stava lavorando all’interno del Gos (Gestione osservatorio sicurezza) per le attività relative alla partita. L’area in cui la macchina era parcheggiata era occupata da molte altre auto di servizio. Tutta l’organizzazione del piazzale ha risentito della presenza di queste automobili. In ogni caso le responsabilità sono evidenti ed è giusto che chi sbaglia paghi”.

Intanto il vigile urbano si è autosospeso: lo ha fatto sapere in conferenza stampa il sindaco di Pescara, annunciando che sono previsti un contraddittorio, con processo interno, il 7 maggio prossimo, e una sanzione disciplinare (in base all’articolo 18 del regolamento di Polizia Municipale). Il 7 maggio si riunirà appositamente la Commissione disciplinare del Comune. Per il vigile si profila una sospensione dal lavoro da un minimo di 11 giorni a un massimo di 6 mesi. “L’organo del collegio disciplinare del comune ha attivato un procedimento disciplinare amministrativo per la violazione dell’articolo che definisce le modalità di comportamento dei dipendenti. Questo porterà ad un contraddittorio e ad una decisone che deve essere assunta il 7 maggio prossimo dal collegio. La sanzione può andare da una sospensione minima di 11 giorni fino ad un massimo di sei mesi. E’ chiaro che se ci dovessero essere profili diversi si creerebbero nessi diversi anche fino all’ipotesi del licenziamento”. Rispondendo ai cronisti che lo interpellavano circa il fatto che parcheggiare in quelle aree possa essere una prassi, il sindaco ha risposto di “non sapere se questa è un’abitudine. Il comune ha competenza per la viabilità attorno allo stadio, ma l’impianto viene consegnato alla società sportiva e al Gos. La domanda – ha concluso – rivolgetela ai dirigenti del Pescara calcio e alla sicurezza interna”. (Ansa)

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