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Della Vedova (Fli) a Vasto: "Rinnovare la politica"

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VASTO – L’onorevole Benedetto Della Vedova, capogruppo alla Camera dei Deputati di Futuro e Libertà, è stato protagonista a Vasto di un convegno organizzato nella pinacoteca di Palazzo D’Avalos dal coordinamento regionale di Fli. Nel corso dell’incontro dal titolo Liberalizzazioni: Il treno per Yuma dell’Italia, Della Vedova, esperto di economia e laureato alla Bocconi, si è confrontato con imprenditori, operatori economici e professionisti, per discutere sul tema delle liberalizzazioni.

Al dibattito hanno preso parte il presidente di Confindustria Pescara, Enrico Marramiero, il vice presidente del Comitato Piccola Industria Chieti, Giuseppe Argirò e il dottore commercialista Francesco Paolo Malatesta, a moderare la giornalista Paola D’Adamo. Ad aprire l’incontro è stato Giuseppe La Rana, coordinatore cittadino di Fli: “Oggi abbiamo l’opportunità di parlare qui , in questa preziosa sala della pinacoteca, di un argomento molto attuale e soprattutto di farlo con un tavolo di relatori davvero importante. Dei professionisti a livello provinciale, regionale e nazionale che non hanno assolutamente bisogno di presentazioni”.

La parola è poi passata all’ospite d’onore, che sin da subito ha sostenuto la necessità di incentivare e aiutare le imprese: “Alcune proposte a volte vengono subito stroncate per impedire gli abusi dei furbi, ma in questo modo si rende impossibile la vita al cittadino onesto, questa è una cosa da fermare. Se tutti paghiamo le tasse di sicuro riusciamo tutti a pagare di meno, certe operazioni di controllo della polizia funzionano se servono a dare una scossa. Sono fiducioso – ha proseguito Della Vedova – che alcune mosse possano portare benefici, non solo alle grandi, ma anche alle piccole e medie imprese. Dobbiamo sempre avere davanti agli occhi l’esempio della Germania che dopo un periodo buio è rinata, approfittando dei primi anni di euro per migliorare la propria situazione”.

Per aiutare le imprese l’onorevole vorrebbe un progetto di fiducia in grado di coinvolgere tutti, ma vanno anche semplificate le regole, senza però che nessuno ne approfitti negativamente. Non tutto però è da buttare via: “Ci sono anche delle cose che funzionano in Italia, alcune aziende sono riuscite a far salire la produttività garantendo ai propri dipendenti non delle prestazioni economiche tassate, ma prestazioni vere, proprio per tentare di permettere alle piccole imprese, anche dal punto di vista dell’agevolazione fiscale, che per loro è molto alto, di riuscire ad avere strumenti di incentivo alla produttività su base contrattuale. Incentivi che non siano necessariamente intermediati dal fisco con una tassazione elevata. In questo modo si ottiene lo stesso livello di soddisfazione per i dipendenti dando loro anche di più”. Una strada che potrebbe essere seguita anche da altri.

Della Vedova ha poi aggiunto: “Credo che il mondo delle imprese debba sempre più, anche se in parte già lo fa, uscire dalla logica dell’incentivo, è inutile mettere soldi per un incentivo per ogni cosa, anche perché da quando si stabilisce la politica dell’incentivo magari nel frattempo le cose cambiano, come le tecnologie e i mercati e si costringe a fare incentivi sbagliati”. Secondo l’esponente di Fli gli incentivi sulle tasse vogliono dire trasferirli su chi ha creato lavoro, secondo quella politica degli incentivi che in Italia, da sud a nord, non ha funzionato”.  

L’onorevole si è però detto fiducioso: “Facendo una sintesi di quanto detto colgo speranza e fiducia, premettendo che la mia riflessione sulle aziende è che abbiamo un sistema economico che deve cambiare e che dobbiamo avere sforzo e attenzione verso la crescita. L’idea è quella di cercare insieme la soluzione, avendo la consapevolezza che si parte adesso, con una nuova stagione e con il nuovo governo, mettere assieme forze politiche che possono collaborare insieme. In un periodo di emergenza assoluta, che non è nata negli ultimi 10 anni, ma è chiaro a tutti che ha delle origini lontane, ci siamo uniti e abbiamo fatto una grande cosa. Detesto i leghisti perché continuano a sostenere questa retorica che ci si salva da soli, quando è vero il contrario. Se Formigoni dice che se fallisce il governo della Calabria è un problema solo della Calabria dimostra che non ha capito bene la situazione”.

Questa deve essere anche un’occasione per rinnovare la politica: “Abbiamo capito che non c’è più margine per scherzare dobbiamo fare le cose molto sul serio, quello che si deciderà in Europa nei prossimi mesi sarà decisivo e credo che la forza che noi dobbiamo avere è di trasferire questo messaggio. L’incontro di oggi nel piccolo dimostra che abbiamo capito che bisogna lavorare insieme, che le istituzioni non sono miracolose, abbiamo ancora davanti tempi difficili, dobbiamo credere che questa medicina sia quella giusta e che non c’è un’alternativa. L’Italia avrà futuro se spenderemo meno e se faremo le riforme, ma deve essere chiaro che la medicina funziona se il paziente è disciplinato e con il tempo giusto porta alla guarigione. Sono fiducioso non perchè lo devo essere, ma perché vedo che cresce la consapevolezza delle difficoltà e che nella sfiducia per i partiti resta la fiducia nelle istituzioni, che sono gli strumenti migliori che tutti abbiamo per mettere mano alle soluzioni che non saranno facili, che dipendono anche da ciò che succederà nel resto del mondo”.

Il messaggio conclusivo è chiaro: “C’è tanto lavoro da fare, un clima di fiducia da ripristinare. Noi pensiamo che sia più semplice sostenere questo Governo, facendoci anche carico di certe scelte che possono sembrare difficili, ma questa è la direzione. Non si deve pensare di tornare a dove eravamo rimasti, alla vecchia politica, ma ci vuole qualcosa di nuovo”.

Giuseppe Mancini

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