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Elezioni in Francia, il favorito Hollande con… Corrado Sabatini

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VASTO – “Ho una foto che conservo gelosamente. Me l’hanno fatta a Parigi, siamo io e Francois Hollande. Se vince le elezioni, posso dire di aver conosciuto il futuro presidente della Francia”. Un mese fa, quando le elezioni presidenziali francesi iniziavano a entrare nel vivo e a irrompere sugli organi d’informazione italiani, a Corrado Sabatini era già tornata la nostalgia del vecchio Partito socialista italiano.

Ora Hollande ha vinto il primo turno e si appresta ad affrontare da favorito il ballottaggio contro il presidente uscente, Nicolas Sarkozy.

Tra due settimane la parola tornerà di nuovo agli elettori. “Ho letto i primi sondaggi: lo danno vincente 56%-44%, anche se c’è una grossa percentuale di indecisi”, si appassiona Sabatini, consigliere comunale dell’Italia dei valori: il socialista craxiano approdato 6 anni fa nel partito più nemico del craxismo.

Corrado Sabatini, lei va fiero di questa foto. Quando è stata scattata?

“Era il 1998. A Parigi si svolgeva la festa nazionale del Partito socialista francese. Io, che all’epoca militavo nel Psi ed ero componente della sezione urbanistica della Provincia di Chieti, ero membro della delegazione abruzzese, guidata dalla parlamentare europea Elena Marinucci. Insieme a me c’erano altri socialisti del Vastese: Paolo Palomba, allora consigliere provinciale, e i sindaci di Palmoli e Fresagrandinaria, Giuseppe Masciulli e Giovanni Di Stefano. Hollande era il segretario nazionale del Ps francese. Salimmo sul palco per stringergli la mano e farci una foto con lui. Insieme a noi c’era anche un ex legionario francese originario di Furci che all’epoca era assessore in una cittadina da 25mila abitanti della cintura parigina”.

Parla di quell’esperienza con una certa nostalgia. Oggi lei è dirigente dell’Italia dei valori, di cui è membro del direttivo regionale. Il leader dell’Idv è Antonio Di Pietro, che da magistrato arrestò tanti socialisti e fece processare Craxi. Come fa a stare nell’Italia dei valori, se il suo cuore rimane socialista?

“Che le mie idee siano socialiste è fuori di dubbio, lo sanno tutti. Uscii dal partito, che allora si chiamava Sdi, perché mi posi in aperto contrasto con Lamberto Quarta e Camillo Cesarone, che nel 2005 erano rispettivamente segretario regionale e provinciale dei Socialisti democratici italiani”.

Entrambi sono coinvolti insieme a Del Turco e ad altri nell’inchiesta sulla Sanitopoli abruzzese. Ma com’è che lei approdò proprio all’Idv?

“Conoscevo Paolo Palomba proprio dai tempi della militanza socialista e, così, mi avvicinai all’Italia dei valori, candidandomi alle elezioni comunali del 2006”.

Le voci a Vasto si susseguono. Sembra imminente la costituzione di un gruppo socialista in Consiglio comunale. Ci sarà anche lei?

“Se nasce il gruppo del Psi, non può che farmi piacere. Ma io sono un dirigente dell’Idv, sono stato eletto due volte con questo partito e faccio parte del direttivo regionale. Rimango dove sto. Certo, la politica è sempre in movimento. Mai dire mai: non possiamo prevedere il futuro”.

micheledannunzio@vastoweb.com

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