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Operaio licenziato dalla Pilkington, si allarga la protesta

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VASTO – Una “mobilitazione per ottenere la immediata reintegrazione dell’operaio licenziato dalla Pilkington, anche alla luce del suo prezioso impegno in sostegno delle vittime dell’amianto e per la messa al bando del minerale”. La presa di posizione è dell’Ona, osservatorio nazionale amianto, di cui è referente vastese Antonio Colella.

“Alfonso Pacilli è stato licenziato, dopo 25 anni di servizio presso la ex Siv, il 2 aprile scorso, durante il periodo di degenza presso il proprio domicilio, dopo essere stato dimesso dall’Ospedale di Vasto per infortunio Inail, in seguito a un malore occorsogli sul posto di lavoro. In attesa di conoscere i risvolti della triste vicenda, la presidenza nazionale dell’Ona esprime ad Alfonso Pacilli fraterna e fattiva solidarietà, unitamente al sostegno pieno, ad ogni livello”, si legge in un comunicato diramato dalla sede centrale di Roma.

Secondo il Partito di alternativa comunista, è “illegittimo licenziamento del compagno operaio Alfonso Pacilli”. Lo afferma il coordinatore regionale del Pdac, Ivan Alberotanza: “La Pilkington per distogliere l’attenzione dalla contrazione pluriennale del settore automobilistico, applica il nuovo articolo 18 modello Monti e si accanisce contro un lavoratore reo di aver avuto l’ardire di voler vedere rispettata la sua dignità. E ciò è inconcepibile nel quadro di schiavismo legalizzato introdotto dal modello Marchionne e sistematizzato da Monti-Fornero con l’avallo di Bersani-Alfano-Casini e Camusso. La borghesia italiana e il suo comitato d’affari, il governo, si preparano per i prossimi mesi a ulteriori e sempre più ampi licenziamenti di massa, perciò hanno necessità di stroncare preventivamente – in fabbrica direttamente e fuori tramite i propri apparati repressivi – la resistenza operaia e delle masse popolari colpendo selettivamente le avanguardie di lotta. Il Partito di alternativa comunista ribadisce la propria solidarietà militante ai compagni colpiti dalla repressione padronale e pone le sue limitate ma ostinate energie a disposizione della lotta per l’abbattimento di questo putrido sistema capitalista. Contro la repressione del padrone, esproprio senza indennizzo e nazionalizzazione. Cacciamo il governo dei padroni, per un governo dei lavoratori”.

Redazione Vastoweb

 

 

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