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Golden Lady, l'appello: "Chiodi difenda i 382 lavoratori"

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GISSI – “Serve l’interessamento del presidente della regione, Gianni Chiodi, e del vice presidente Alfredo Castiglione”.

I vertici della Regione Abruzzo devono risolvere la vertenza Golden Lady. A Gissi rimane a rischio il futuro dei 382 operai. Il gruppo tessile di Castiglione delle Stiviere (Mantova) ha chiuso la fabbrica della Val Sinello e non la riaprirà. Il 20 novembre scade la cassa integrazione. I sindacati, oltre alla proroga di un anno, chiedono la riconversione della fabbrica per ricominciare a produrre. “Il sindaco di Gissi, Nicola Marisi, ha annunciato che contatterà Chiodi”, spiega Franco Zerra, della Femca-Cisl dopo il consueto presidio di fine mese dei lavoratori.

“Le proposte interessanti rimagono due: una di un noto imprenditore che rimane per ora top-secret e che garantirebbe 200-250 posti di lavoro. Un’altra azienda riassorbirebbe  altre 40-45 persone, mentre altre 20 hanno già accettato la mobilità” perché hanno trovato un’altra occupazione o sono vicine alla pensione.

Nell’incontro svoltosi nei giorni scorsi nella sede di Confindustria Vasto, in corso Mazzini, l’attesa fumata bianca non è arrivata. La Wollo, la società di Torino incaricata dal Ministero del Lavoro di trovare soluzioni per la vendita delle fabbriche in crisi, non ha voluto scoprire le carte. Attorno al tavolo dell’associazione degli imprenditori si sono ritrovati il direttore del personale di Golden Lady, Federico Destro, l’ingerne Sogaro della Wollo i segretari provinciali di Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uilcem-Uil, Giuseppe Rucci, Franco Zerra e Arnaldo Schioppa, insieme ai membri della rappresentanza sindacale unitaria della fabbrica della Val Sinello. I rappresentanti dei lavoratori hanno avanzato tre richieste: “Dalla Wollo – dice Zerra – vorremmo conoscere qualcosa in più sull’interessamento di questa grande impresa. E vorremmo saperlo già dalla prossima riunione. Mentre la Golden Lady deve facilitare al massimo il passaggio di consegne con il futuro acquirente, ad esempio consentendo all’imprenditore che subentra di iniziare a pagare il passaggio di proprietà sul capannone solo dopo 5 anni, in modo da consentirgli nella fase di start-up di investire sui macchinari.  Inoltre, visto che il 20 novembre è meno lontano di quanto possa sembrare, è necessario assicurare agli operai un secondo anno di cassa integrazione straordinaria, così da poter gestire al meglio la fase di riconversione dell’industria”.

E’ convocato per il 18 maggio prossimo a Pescara, negli uffici regionali, il tavolo Abruzzo sviluppo per discutere di soluzioni e finanziamenti da destinare alla Val di Sangro, che la Regione nei mesi scorsi ha dichiarato ufficialmente area di crisi. Il 23 maggio nuovo faccia a faccia tra sindacati, Wollo e dirigenza dell’azienda mantovana.

micheledannunzio@vastoweb.com

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