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Scaroni premiato a Vasto, Lapenna: "L'Eni investa da noi"

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VASTO – “Emigrare non è mica male. Sono un vicentino, ma non non mai lavorato a Vicenza. Mi vedete abbacchiato, triste? Ho visto tanti vastesi in tutte le parti del mondo ed erano felici”, ma nonostante la crisi economica pesantissima “non riesco a immaginare uno scenario in cui la gente di questi posti, che è così capace, non ce la faccia”.

Con un messaggio di ottimismo Paolo Scaroni riceve a Vasto il Premio Silvio Petroro. Il figlio, Gianni Petroro, parla delle caratteristiche che “accomunano i veneti” come Scaroni “a noi abruzzesi”. Il ritorno nel Vastese dell’ex numero uno della Pilkington, la multinazionale del vetro che a San Salvo ha la sua azienda più importante, è scandito da due tappe nel giro di poche ore: la cittadinanza onoraria conferitagli dal Comune di Cupello, e la premiazione a Palazzo D’Avalos.

Dal piccolo palco dei giardini napoletani il sindaco di Vasto, Luciano Lapenna, gli rivolge un appello: “Nel settore del trasporto merci poco è stato fatto. Purtroppo, quando lei dirigeva l’allora Siv, il vostro porto era quello di Salerno. Oggi è ancora Salerno”. La cerimonia è l’occasione per “rinsaldare l’amicizia con questa parte d’Abruzzo che torna a chiedere all’Eni di non dimenticarla”.
Scaroni “non ha mai considerato i manager della Pilkington di San Salvo come dirigenti meridionali di serie B o C”, sottolinea Graziano Marcovecchio, presidente del consiglio d’amministrazione della fabbrica di Piana Sant’Angelo

Al suo arrivo, fuori da Palazzo D’Avalos lo aspetta un gruppetto di ambientalisti che si oppongono all’installazione dei pozzi di petrolio al largo della costa abruzzese. C’è Ines Palena, responsabile del Wwf Zona frentana e Costa teatina. Ci sono anche i Cobas, che si sono schierati con il Comitato cittadino per la tutela del territorio, e Antonio Colella, referente per l’Abruzzo e il Molise dell’Ona, osservatorio nazionale amianto. Qualcuno, quando Scaroni esce dall’auto nel cortile interno di Palazzo D’Avalos, gli grida: “Cambia lavoro”. Sosta nei giardini.

“Andiamo a vedere il panorama”, chiede l’ad dell’Eni, dopo essere stato premiato inizia a parlare della giornata trascorsa nel Vastese. “Immeritatamente sono stato insignito della cittadinanza onoraria di Cupello, che spettava a Enrico Mattei. Qui a Vasto c’è una scuola professionale intitolata al fondatore dell’Eni”, che in città visse e si diplomò. “Le scuole professionali sono fondamentali. Se non maturiamo una classe che sa lavorare utilizzando mani e cervello, non possiamo puntare allo sviluppo” uscendo dalla crisi. L’assegno da 5mila euro del Premio Petroro “mi par di capire che è mio, ma non è mio. L’Eni, per festeggiare Mattei, lo moltiplica per 10: 50mila euro per due anni”.

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com

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