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Nel Vastese 4 omicidi in 10 mesi

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VASTO – Era il 27 gennaio del 2007. Durante quella notte finì in tragedia un banchetto tra amici organizzato in occasione dell’uccisione del maiale. Quella notte, in una stradina ai margini della zona industriale di San Salvo, moriva Cosimo Cava. Aveva 41 anni ed era originario di Erchie, in provincia di Brindisi. Si era trasferito prima a San Salvo e poi a Vasto, dove lavorava in spiaggia come guardiano notturno.  Ma quella cena a base di carne di maiale e vino si trasformò in un incubo.

A un certo punto, gli animi si surriscaldarono. Si accese tra alcuni commensali una discussione sempre più violenta, sfociata nel sangue. Cosimo Cava, Mimmo come lo chiamavano tutti, stramazzò al suolo. Carabinieri e medici del 118 trovarono a terra, sull’asfalto della stradina, il suo corpo ormai privo di vita. Secondo il medico legale Ivan Melasecca, che eseguì l’autopsia sul cadavere di Cava, il quarantunenne fu ucciso da un pugno potentissimo all’occhio destro, che gli aveva provocato la frattura del setto nasale, e da un calcio violento. Inizialmente scattarono 6 denunce. Poi furono due gli imputati processati dalla Corte d’assise di Lanciano con l’accusa di omicidio colposo. Un caso che, fino ad ora, è rimasto irrisolto. I giudici infatti assolto per non aver commesso il fatto due artigiani sansalvesi di 35 e 43 anni accusati di omicidio volontario aggravato da futili motivi e rissa. Contro questa sentenza la Procura ha presentato ricorso in secondo grado, dove ora è la Corte d’appello a dover decidere la sorte dei due imputati, difesi dagli avvocati Giovanni Cerella e Nicola Artese.

Quattro omicidi in 10 mesi – Nel Vastese gli ultimi 10 mesi sono stati drammatici: quello di ieri è il quarto omicidio da ottobre del 2011 a oggi. Più di quanti non ne fossero accaduti negli ultimi vent’anni. Il 15 ottobre scorso una lituana di 24 anni, Neila Bureikaite, veniva assassinata con tre coltellate nell’appartamento di via Pertini che condivideva col suo compagno, Matteo Pepe, 44 anni, imprenditore edile originario di Motta Montecorvino, (Foggia), ma residente a Vasto da diversi anni. Il 21 giugno scorso, al termine del processo con rito abbreviato, il convivente della giovane donna è stato condannato a 14 anni di carcere dal giudice del Tribunale di Vasto Stefania Izzi.

Il 22 ottobre 2011 la tragedia si consumava in un appartamento del condominio “Neptunia” di contrada San Tommaso, nella zona meridionale di Vasto Marina, un finanziere vastese in servizio in Puglia, Nicola Desiati, sparava con la pistola d’ordinanza alla moglie, Mirella La Palombara, e poi si suicidava. L’ultimo dramma risale al 30 luglio scorso, quando nelle campagne di Casalbordino a tarda sera un cacciatore, pensando di sparare a un cinghiale, ha ucciso con una fucilata il 54enne Gabriele Di Tullio. Dopo una fuga a Genova, il bracconiere, F.T., reo confesso, è stato denunciato.

Ora, a distanza di appena due settimane, un altro assassinio.

Michele D’Annunzio

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