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"L'inchiesta dimostra che qui c'è la criminalità organizzata"

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VASTO – “Il sequestro operato a San Salvo su disposizione del Gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere è l’ulteriore conferma che quanto denunciato nei nostri anni di attività risponde al vero in quanto basato su informazioni assunte sul territorio che, ci auguriamo, dovrebbero avere anche le forze dell’ordine e l’autorità giudiziaria”. Così Stefano Moretti e Riccardo Alinovi, responsabili locali delle associazioni Antimafia Abruzzo e Codici, commentano l’inchiesta anticamorra che ha condotto al sequestro di un’azienda con sede a San Salvo.

“Chiediamo al prefetto di accelerare sul potenziamento degli organici in dotazione alle forze dell’ordine.
Sosteniamo il capitano della guardia di finanza, Luigi Mennitti, invitandolo ad andare avanti sul fiume di cemento riversato a Vasto. Ci rivolgiamo al ministro della Giustizia, Paola Severino, pregandolo di evitare la chiusura del Tribunale nella nostra città perché un’operazione del genere arrecherebbe il colpo di grazia al nostro territorio, già flagellato dall’incapacità politica degli amministratori, dalla delinquenza e dal negazionismo dei politici che continuano a sostenere che il Vastese è un’isola felice.

Invitiamo il sindaco di San Salvo, Tiziana Magnacca, a chiedere al sindaco di Vasto, Luciano Lapenna, un Consiglio comunale straordinario congiunto per discutere tutti insieme sulle misure da adottare per evitare che il nostro territorio venga fagocitato dalla delinquenza. Invitiamo, inoltre, il procuratore Francesco Prete ad intensificare l’attività investigativa nella direzione dello smantellamento delle infiltrazioni criminali che ormai sono una realtà evidente e tangibile”. 

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