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Desiati: "Punta Aderci è diventata una zona militare"

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VASTO – “La Riserva di Punta d’Erce va meglio tutelata e preservata dai piromani e non può essere certamente una sbarra in più ad impedire che i fenomeni incendiari di questi giorni si verifichino ancora. Al contempo, occorre una rivisitazione del suo Piano di assetto naturalistico, affinché questo prezioso elemento territoriale possa essere equilibratamente fruito, educando al suo uso anche i meno sensibili al rispetto dell’ambiente in senso lato”.

Lo afferma Massimo Desiati, leader del movimento politico Progetto per Vasto. “E’ inopportuno voler mantenere le strade d’accesso alla Riserva in uno stato pietoso per scoraggiare l’ingresso delle auto. Meglio istituire un servizio di navette elettriche da utilizzare per trasportare, su strade sicure, visitatori e turisti dai parcheggi esistenti fin dentro la Riserva.
E’ impensabile rendere off-limits, come fosse zone militare interdetta, un territorio unico e di pregio per l’intera città e non soltanto per gli addetti al mestiere”.

Il problema incendi dolosi rinfocola il dibattito sull’area protetta: “I danni causati dal fuoco nella Riserva di Punta d’Erce sono gravi non soltanto dal punto di vista naturalistico”, ma secondo Desiati “lo sono per il pervicace atteggiamento vandalico di persone che ritengono di poter raggiungere, così, chissà quale risultato o soltanto per una provocatoria molestia.
Se questo accade, però, vuol dire che, per alcuni, la Riserva di Punta d’Erce non è una risorsa per la città. La Politica amministrativa deve riuscire a rendere virtuosa, per tutti, l’esistenza, sul nostro territorio, di una realtà naturalistica importante che può generare anche occasione di sviluppo economico. Ogni azione contraria e distruttiva di un bene che rappresenta un valore segna, oltretutto, un fallimento nella gestione del bene stesso. I delinquenti esisteranno sempre ma la soluzione non può risiedere in un atteggiamento proibizionista che impone regole mal sopportate che potrebbero ingenerare soltanto ulteriore acrimonia in una stupida guerra senza fine”.

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