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Chiude l'Istituzione dei servizi sociali, Marcello abbandona aula

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VASTO – “Mi ero preparata. Già al momento della nomina sapevo di che morte morire”. Cinzia De Libertis sorride mentre scende la scalinata d’uscita dell’aula consiliare. Da oggi non è più presidente dell’Istituzione dei servizi sociali del Comune di Vasto. Semplicemente perché l’Istituzione dei servizi sociali non esiste più. Lo ha deciso a maggioranza il Consiglio comunale nella seduta mattutina.

Ma nel centrosinistra si consuma un nuovo strappo. Giustizia sociale non partecipa neanche alla discussione. L’unico rappresentante della lista civica, Luigi Marcello, abbandona l’aula nel momento in cui si apre il dibattito.

Soppressa la struttura di via De Gasperi, cancellato il consiglio d’amministrazione, composto da Cinzia De Libertis (Giustizia sociale), Maria Perrone Capano (Rifondazione comunista) e Paola Mucciconi (centrodestra). Erano state nominate il 12 novembre 2011. I servizi di assistenza ad anziani e persone bisognose verranno erogati dal Comune, “mantenendo il personale esistente”, assicura il segretario generale del municipio, Rosa Piazza, rispondendo a una domanda di Massimiliano Montemurro (Udc). “Nelle assunzioni – dice la dirigente- c’è l’obbligo di seguire le medesime procedure degli enti locali. I servizi vengono affidati all’esterno a cooperative attraverso una gara d’appalto”.

“Non capisco l’accanimento contro questa struttura”, è la critica di Etelwardo Sigismondi (Pdl). “Ritirate questo punto dall’ordine del giorno. Voi parlate di sistema flessibile a carattere aperto. Ma non sapete come sostituire l’Istituzione dei servizi sociali. State sciogliendo una struttura che funziona”.

Fuoco di fila del centrosinistra per difendere la scelta dell’amministrazione Lapenna. Molino (Pd): “Questo ente ha dovuto pagare 885mila euro per mancato versamento all’Inps. Il carrozzone non è il servizio agli utenti, ma è gestionale”.

Francesco Menna (Pd): “I servizi ai cittadini verranno garantiti, ma dobbiamo sopprimere il cda alla luce degli interventi governativi” che impongono tagli alle spese dei Comuni. Viene però assicurato “il mantenimento dei posti di lavoro”.

Paola Cianci (Rifondazione comunista): “Noi abbiamo un membro nel consiglio d’amministrazione”, cioè Maria Perrone Capano, “ma sapevamo già che lo stesso cda sarebbe venuto meno”. Lapenna: “Rispettiamo un impegno elettorale”.

La chiusura dell’Istituzione passa con 13 voti della maggioranza.

Marcello: “Sbagliati i tempi”Luigi Marcello, consigliere comunale della lista civica Giustizia sociale. Perché ha abbandonato l’aula del Consiglio comunale?

“Non ho abbandonato niente. Non rilascio dichiarazioni a nessuno”.

Ma come? Era presente in Consiglio quando c’è stata la commemorazione in onore di Maurizio Zanella, il poliziotto morto investito sull’autostrada. Ha anche preso la parola. Poi, però, è uscito quando è iniziato il dibattito sulla soppressione dell’Istituzione dei servizi sociali. Se non è abbandono questo…

“Non ho abbandonato l’aula. Per abbandonarla bisogna entrarci. E’ vero che ho partecipato alla commemorazione. Ma non ho partecipato alla discussione sull’Istituzione dei servizi sociali”.

Al di là dei giochi di parole, qual è il motivo del suo dissenso?

“Gli impegni presi con gli elettori si rispettano. E noi li rispettiamo. Non siamo d’accordo sulla tempistica. Ci sono altri problemi ben più importanti da affrontare. Era un momento poco opportuno per decretare la fine dell’Istituzione dei servizi sociali”.

Michele D’Annunzio

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