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"My Way 60", la barca vastese che attraversa l'Oceano – Foto

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VASTO – My Way 60 fa rotta verso l’Oceano Atlantico. E’ partita questa mattina l’avventura di Michele Cassano e del suo equipaggio, per una lunga navigazione sui mari del mondo. Un sogno che parte da lontano e che oggi ha iniziato a prendere sostanza. “Ho sempre amato il mare”, dice Michele, 40 anni. “E nei miei sogni c’era quello di progettare e realizzare una barca con cui poter navigare nell’Oceano”. 

Così, 11 anni fa, ha iniziato a progettare la barca con cui oggi è salpato dal porto di Punta Penna. “Quando ho detto a mio padre (il giudice Giuseppe, ndr) che intenzioni avevo mi ha risposto semplicemente: Sei matto”. Oggi suo padre è salito in barca con lui, per compiere insieme la prima parte di navigazione. E così, mese dopo mese, il progetto realizzato sulla carta ha iniziato a prendere forma. Una barca costruita interamente a mano da Michele.

“Ci sono voluti 8 anni. L’emozione che ho provato quando l’abbiamo varata, nel 2009,  è stata indescrivibile, ho pianto di gioia. Ed è un po’ la stessa emozione che provo oggi”. Dopo due anni di preparazione, in cui My Way 60 è stata ammirata da chi ha frequentato il porto vastese, si parte per il lungo viaggio. E’ una barca dai numeri importanti. 18,3 metri di lunghezza, 5,3 di larghezza, l’albero alto 26 metri e le vele che raggiungono la superficie di 500 metriquadri.

Il viaggio partito questa mattina servirà per portare la barca fino alle Canarie. Da qui, precisamente da Las Palmas, il 25 novembre, partirà la regata oceanica Arc, organizzata dagli inglesi, che attraverserà l’Oceano Atlantico fino ad arrivare a Santa Lucia, nei Caraibi. “Saranno 260 le barche in gara- spiega Michele – che copriranno la distanza di 3mila miglia”. Con lui questa mattina, oltre ad alcuni familiari che faranno solo qualche giorno di navigazione, sono saliti altri 3 provetti marinai: Emanuele Gerosa, Ruggero “Max” Apparunti e il dottor Angelo D’Ugo. Poi, per la regata vera e propria, l’equipaggio diventerà di 8 componenti. Una bella emozione anche per loro, in particolar modo per il vastese Angelo D’Ugo, che nell’ultimo anno ha preparato la barca insieme a Michele Cassano, e salutato in porto da tanti amici.

La navigazione non sarà semplice. “Quando saremo in 4 faremo turni serrati, 2 per volta. In questa stagione il vento che si trova è l’Aliseo, che soffia sui 30 nodi. In ogni caso si tratta sempre dell’Oceano, quindi bisogna avere la massima attenzione. Per questo la barca è attrezzata con ogni dispositivo di sicurezza”. La regata Arc durerà fino al 20 dicembre. Poi, dopo un periodo di sosta, partirà il viaggio di ritorno. “Faremo la tratta dai Caraibi, passando per le Bermuda, le Azzorre e arrivo in Portogallo. Da lì saremo quasi a casa”. Rientro previsto a Vasto per la prossima estate, dopo circa 12mila miglia di navigazione.

Questa grande avventura è stata salutata sia ieri sera che questa mattina dai soci del Circolo Nautico. Altre barche a vela, con in testa il presidente Livio Tosone, hanno scortato nel primo tratto di navigazione MyWay 60 e il suo equipaggio. Per il sodalizio vastese questa avventura che vede protagonisti due sue soci è motivo di orgoglio. Fino ad oggi la traversata oceanica era stata compiuta solo dall’indimenticato dottor Corradino Bonincontro. Oggi, con l’augurio di “Buon vento”, è partito il sogno di Michele, Angelo e degli altri lupi di mare.

Giuseppe Ritucci

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