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Nuovo ospedale, Vastoviva: niente fondi. Chiodi: non è vero

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VASTO – “Ho avuto un incontro col presidente della Regione, Gianni Chiodi. Mi ha garantito che i fondi per il nuovo ospedale di Vasto non si toccano”.

Lo afferma Antonio Prospero, consigliere regionale del Pdl. Il rischio di perdere i soldi per la costruzione della nuova struttura sanitaria di contrada Pozzitello, al confine con San Salvo, scuote il mondo politico locale.

La vicenda nasce dai problemi di staticità dei corpi C e F del policlinico di Chieti, dove alcuni pilastri sono a rischio. In un’interrogazione con risposta scritta, Giuseppe Tagliente (Pdl) chiede al governatore dell’Abruzzo di chiarire la vicenda e scongiurare il dirottamento dei soldi destinati agli ospedali di Vasto e Lanciano.  

“Ho chiesto e avuto – dice Prospero – un incontro con Chiodi. Mi ha garantito che i fondi non verranno toccati i fondi per il nuovo ospedale di Vasto. Per i lavori a Chieti verranno utilizzati i residui dei finanziamenti previsti dall’articolo 20” del piano di ammodernamento del patrimonio strutturale e tecnologico del servizio sanitario nazionale. “A breve – annuncia il rappresentante del centrodestra – incontrerò anche il manager della Asl, Francesco Zavattaro”.

Vastoviva – “Ci scippano anche i fondi per l’ospedale nuovo”, tuona Vastoviva, associazione di area Pd.

“Anticipando i processi di accorpamento delle Province, dietro lo scudo del risparmio è in atto ormai l’accentramento di potere decisionale nel ristretto ambito dell’area metropolitana Chieti-Pescara: non solo luogo di decisione ma spugna che assorbe risorse e investimenti, energie progettuali e impegni per lo sviluppo. Politica miope e di respiro corto.

L’ultimo esempio è che da un po’ tutti i problemi della Asl di Chieti ruotano intorno alla messa in sicurezza del pilastro del corpo F, adesso anche dei pilastri del corpo C. Il balletto delle consulenze, l’unità di crisi, i tavoli tecnici permanenti hanno cominciato a dare i numeri: 8 milioni di euro per trasferire i reparti, e 20-30-40… milioni di euro per gli interventi veri.

Ovviamente trattandosi di Chieti, vicino Pescara,  è una vera emergenza e si deve affrontare presto mettendo in campo tutte le energie e le menti possibili, e cosa hanno pensato i padroni dell’Abruzzo ? Avviare le procedure per la rimodulazione dei fondi dell’ex art. 20 facendo sfumare definitivamente le possibilità del nuovo Ospedale di Vasto, dei fondi per la messa in sicurezza dell’Ospedale di Lanciano (12 milioni), visto che quello nuovo non si farà mai, del Distretto sanitario sanitario di Fossacesia e il resto dei progetti sparsi per l’area frentano-vastese.

Ci sentiamo come i soldati fantasma dell’esercito giapponese ancora impegnati nella tenace difesa di un progetto che riguarda il vastese, in controtendenza con le scelte senza equità che stanno accentrando sull’area metropolitana di Chieti e Pescara ogni livello di governance.

Non ci parlate di campanilismo, la nostra è una fin troppo lucida valutazione dei fatti. La storia ci insegna che i fondi, gli investimenti, i progetti girano intorno a chi e dove si decide con la visione miope dei capoluoghi senza pensare che lo sviluppo è possibile solo se  si viaggia  tutti alla stessa velocità.  La politica delle aree vaste senza adeguati sistemi di informatizzazione e facilitazione burocratica rappresenta l’ennesima beffa.
Potrebbe essere la giusta occasione per affrontare il nodo della sanità e dei posti letto dell’ area metropolitana a vantaggio dell’area provinciale,  ormai questione meridionale della provincia di Chieti, magari eliminando i doppioni tra gli ospedali di Chieti e Pescara, ma questa (ahinoi!)  è la vera utopia visto il livello progettuale messo in campo da questa classe dirigente.
L’ombra del pilastro, pericolosamente ci sta raggiungendo”.

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