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Pilkington, Cobas contro tutti: "Crisi, pagano i lavoratori"

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VASTO – Gli operai della Pilkington perderanno il premio di partecipazione: “Meno 800 euro e ad aprile non sarà erogato il saldo”, fa i conti Domenico Ranieri, segretario provinciale della Confederazione Cobas. “I nuovi assunti perderanno almeno due stipendi l’anno”.

E’ in corso stamani il volantinaggio davanti alla Pilkington, la multinazionale giapponese che a San Salvo produce vetro per automobili. I Cobas si scagliano contro quella che definiscono “la casta dei padroni, politici e nostri rappresentanti sindacali”.

“L’accordo sulla competitività del 06 dicembre 2011 ha dato inizio al dimagrimento dello stipendio per i primi 35 lavoratori che hanno visto trasformare i loro contratti di somministrazione in apprendistato. A questi lavoratori e a tutti quelli che saranno assunti in Pilkington, dopo la stipula di quell’intesa, saranno negati tutti i benefici economici derivanti dagli accordi aziendali per almeno otto lunghi anni. Ma quell’accordo ha anche ridotto le pause (per tutti) e prolungato i tempi per il raggiungimento della professionalità acquisita”, sottolinea Ranieri.
“Ora un neo assunto, per passare dal 1° livello (F) al 5° (D2), deve attendere dieci lunghi anni, anche se l’articolo 13 della legge 300 del ’70, cioè lo Statuto dei Lavoratori, prevede solo 3 mesi per il diritto al riconoscimento delle mansioni effettivamente svolte, come si legge a pagina 300 del nuovo contratto di lavoro).
Tutto ciò costerà ai neo assunti la perdita di almeno due stipendi l’anno.
Ma chi credeva che questa crisi avrebbe colpito solo i giovani si è semplicemente illuso.
Dopo sei mesi da quella stipula si è cominciato a parlare nuovamente di esuberi e per l’esattezza di 100 operai e 110 impiegati, ma incredibilmente nel giro di poche settimane gli esuberi salgono addirittura a 625, di cui 460 operai e 165 impiegati, anche se nello stesso giorno (27/06/2012), dopo aver raggiunto l’intesa per i contratti di solidarietà, si ridimensionano le cifre, riportando gli esuberi a 500 unità (415 operai e 85 tra impiegati e quadri).
Stranamente, tra metà giungo e fine giugno, i 100 operai in esubero diventano 415, mentre i 165 impiegati e quadri si riducono drasticamente a 85 unità.
Ma poiché la crisi avanza, nell’accordo del 27 giugno scorso hanno pensato bene di azzerare in un sol colpo il Premio di Partecipazione, lasciando per l’anno finanziario in corso il solo premio legato alla malattia.
Quindi nella retribuzione di settembre non troveremo più gli 800 euro di acconto e ad aprile non sarà erogato il saldo;
L’unica certezza è che a pagare la crisi sono sempre e soltanto i lavoratori e nessun altro”.

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