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Pilkington, è guerra tra i sindacati, la Cgil: "I Cobas non salvano i posti di lavoro"

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VASTO – “Criticare è la cosa più semplice che si possa fare, i Cobas sono bravi in questo, ma purtroppo non evitano i licenziamenti e non permettono eventuali assunzioni”. Giuseppe Rucci, segretario provinciale della Ficltem-Cgil, replica a muso duro ai Cobas, che in un volantino criticano gli accordi conclusi dai sindacati confederali alla Pilkignton di San Salvo.

La replica – “Alimentare polemiche tra sigle sindacali, in un momento così difficile e drammatico per l’intero sistema produttivo e i lavoratori coinvolti, rischia di creare ulteriori tensioni.  Ma a tutto c’è un limite e quando si nasconde volutamente la realtà e si cerca col mero populismo e con offese gratuite di affrontare i problemi, questo rischia di produrre ulteriori tensioni e ancor peggio mettere in contrasto tra di loro i lavoratori (impiegati e operai), naturalmente tutto a vantaggio della direzione aziendale.

In questi mesi ci siamo trovati a gestire situazioni drammatiche, che non sono finite, e ad assumere delle decisioni sofferte, difficili, complicate da affrontare, ma tutte prese in perfetta buona fede e con l’obiettivo di salvaguardare l’occupazione e lo sviluppo del territorio. Cosa ancor più difficile da fare, rispetto ad altri paesi europei, derivante dalla totale assenza di una degna politica industriale.

L’accordo sulla competitività siglato a dicembre fotografava quella situazione ed è risultato fondamentale non solo per stabilizzare diverse decine di lavoratori ma anche per favorire l’acquisizione di Flovetro; Certo con molti sacrifici e con la consapevolezza che se l’operazione saltava (Flovetro), di riflesso gli esuberi che ne scaturivano in Pilkington sarebbero stati almeno di 1/3 dell’attuale organico. Qualcuno ha avanzato proposte alternative?

Successivamente qualcuno dimentica alcuni piccolissimi e risibili particolari:
• Il mercato dell’auto è precipitato;
• Al Forum Europeo della Pilkington, formalmente ci è stato comunicato l’entità enorme del debito del Gruppo;
• La concorrenza interna al Gruppo continua a essere un problema enorme                 (Polonia);
• A Giugno, non verbalmente o dando i numeri come viene erroneamente raccontato, ma attraverso l’apertura formale della procedura di Mobilità, ci vennero comunicati i 625 esuberi.
Essere riusciti ad evitare anche un solo licenziamento, riuscendo a far attuare i contratti di solidarietà, per noi è stato un ottimo risultato; aver congelato per un anno il parametro del premio di partecipazione e salvaguardando quello sulla presenza (entro dicembre partirà il confronto per il rinnovo) è stata una logica conseguenza della crisi che attraverso questo stabilimento.
Assumersi delle responsabilità, enormi e pesanti, a fronte di quanto sta avvenendo in questi mesi non è semplice; così come non sarà semplice affrontare il tema occupazionale avviato con la Bravo in questi giorni.

Sui 625 esuberi, anche nelle assemblee svolte, non abbiamo ascoltato la proposta dei Cobas; in assenza di proposte, il rischio è quello di avvallare le scelte aziendali e cioè quella di licenziare i lavoratori.

Ci saremmo aspettati invece, di fare delle iniziative comuni per sollecitare le istituzioni tutte, ad avere risposte su tassazione locale, infrastrutture, energia e trasporti che sicuramente andrebbero a beneficio del territorio, dei lavoratori e probabilmente non imporrebbero ai Sindacati scelte dolorose come quelle che quotidianamente siamo chiamati a compiere per evitare i licenziamenti.

Criticare è la cosa più semplice che si possa fare, i Cobas sono bravi in questo, ma purtroppo non evitano i licenziamenti e non permettono eventuali assunzioni”.

 

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