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Ivo Menna: "A Vasto sono finite le liste civiche, hanno tradito gli elettori"

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VASTO – “A Vasto sono finite le liste civiche perché sono state utilizzate solo per raccattare voti”.

A dirlo è Ivo Menna, che nel 2011 è stato candidato sindaco proprio di una formazione civica: La Nuova Terra.
“Ora, nonostante Desiati si affanni a dire che il suo passaggio a Grande Sud non cancella Progetto per Vasto, noi siamo rimasti gli unici che non hanno cercato incarichi dentro i partiti”, afferma l’ambientalista, che attacca tutti sulla “grave contraddizione della politica vastese. Non si può stare dentro i partiti e, allo stesso tempo, nella società civile. Nel corso degli anni abbiamo assistito al fallimento delle liste civiche cittadine: quelle di Tagliente, Forte e della coppia Del Prete-D’Alessandro ne sono un esempio lampante. Stesso discorso con Desiati, cui il 20% degli elettori aveva affidato speranze di rinnovamento poi andate in fumo. Questioni come il diritto alla salute, la tutela dell’ambiente sono problemi su cui hanno solo speculato le  false liste civiche di cui negli ultimi 19 anni è stata costellata la politica vastese.

Si pensi alla battaglia sulla riduzione dei costi della politica. Le forze politiche in Consiglio comunale hanno detto no alla proposta di devolvere i gettoni di presenza del 2012 a enti laici e religiosi. Il Comune avrebbe risparmiato 50mila euro da devolvere a enti laici e religiosi in un periodo – sottolinea Menna – di gravissime difficoltà per tanti cittadini”.

E sul lavoro “quali iniziative hanno proposto partiti e pseudo-liste civiche? Tra l’altro da un anno a Vasto siamo in attesa del convegno in cui è stata annunciata la presenza del vice ministro Michael Martone. Su questi temi e sulle politiche sociali, la sinistra è totalmente assente”, sentenzia l’ex candidato sindaco, secondo cui “partiti come Sinistra ecologia e libertà e Rifondazione comunista sono impotenti, perché esecutori delle politiche conservatrici volute dall’amministrazione comunale. Si pensi solo all’esternalizzazione di servizi pubblici, quali il sociale e la piscina comunale.

Vengono gestiti da cooperative e società che abbattono i costi comprimendo i diritti dei lavoratori, relegati al precariato. L’assessore Spadaccini conosce queste situazioni?”.

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