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Febbo attacca: perché i dipendenti hanno lasciato la Regione?

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L’AQUILA. “Come al solito, Rosanna Mattoscio (Rsu Cgil) mistifica i fatti: sia chiaro che nessuno è stato cacciato né tantomeno estromesso dall’incontro di oggi”.

E’ quanto dichiara l’assessore regionale alle Politiche agricole, Mauro Febbo sulle contestazioni in merito riunione alla quale ha partecipato con la collega Federica Carpineta e le rappresentanze sindacali territoriali (Cgil, Cisl e Uil) per la trattativa sul salario accessorio dei dipendenti regionali.

“Alla riunione – spiega Febbo – dovevano essere presenti solo le rappresentanze sindacali territoriali di Cgil, Cisl e Uil con le quali è stato condiviso un percorso per arrivare ad una soluzione concreta delle problematiche relative proprio al salario accessorio. Soluzione alla quale puntiamo di giungere grazie ad un confronto schietto, serrato, ma pur sempre sereno.

Ci tengo a precisare, riguardo alle dichiarazioni della Mattoscio, che nessuno ci ha impedito di uscire dalla sala dove si è svolta la riunione, né tantomeno sono stati fatti prigionieri…figuriamoci (sic!!!!). Piuttosto ho incaricato il Direttore regionale di chiarire il motivo per il quale ben 60/70 dipendenti della Regione stazionavano di fronte alla porta della sala Celestino V (a Palazzo Silone) invece di stare sul posto di lavoro che, anche su questo bisognerà far luce, è stato abbandonato senza autorizzazione.

“Chiederò pertanto contezza ai dirigenti – conclude Febbo – per capire cosa sia successo perché ritengo che il mondo del lavoro non si fonda solo ed esclusivamente sui diritti (molti dei quali peraltro, solo il pubblico impiego concede), ma anche sui doveri. Ritengo che quello accaduto oggi è un fatto molto grave a cui si dovrà dare un’immediata e decisa risposta”.       

V/Bem

 

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