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"La foto di Vasto non c'è più", per Davide D'Alessandro è rimasto solo… Tonino

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VASTO. Le dichiarazioni del leader IdV Antonio Di Pietro non hanno convinto tutti, al debutto nella kermesse vastese.

Per il capogruppo di Fli in consiglio comunale Davide D’Alessandro la foto di Vasto non c’è più.

“Tonino Di Pietro c’è ancora, ma la foto di Vasto non c’è più. È stata strappata soprattutto dai suoi ripetuti e ingiustificati attacchi al Presidente della Repubblica, dalla sua incapacità di concepire la politica senza un nemico da combattere e da affondare, dalla sua pervicace idea di processare sempre, in toga o senza. Invece, la sensazione è che l’Italia del 2012 abbia bisogno di una nuova classe dirigente, non necessariamente per motivi anagrafici (anche Tonino ha il suo bel ventennio sulle spalle), ma per ragioni di pensiero, di condotta, di misura, di statura politica. Anche Tonino, con la testa, è un uomo del secolo scorso. Vede il potere, la foto di Vasto, la coalizione, ma non vede ciò che si profila all’orizzonte, non vede la missione del vero operatore della politica, che è radicalmente mutata. Monti, non il governo Monti, aderisce non solo all’emergenza, ma alla sfida del presente e del futuro, alla sfida che una politica, radicalmente mutata, richiede. La sfida non è rappresentata dalla scoperta quotidiana del nemico da perseguire, ma dalla ricerca delle soluzioni da offrire a un paese stanco, sfibrato non più dalle ideologie, ma dalla chiacchiera, dall’urlo, dalla protesta inutile. La Festa dell’Idv è sempre una grande occasione per promuovere l’immagine di Vasto, ma la foto di Vasto non c’è più. Tonino e Niki, senza Bersani, non fanno una foto. Fanno una vecchia politica, di spalle grosse, cervello fino e fiato corto. Prima il nemico era Berlusconi, adesso il nemico è Monti, perché porterebbe avanti le politiche di Berlusconi. Il problema è l’Italia, caro Tonino. E se l’Italia ha perso vent’anni, prigioniera del finto centrodestra e del finto centrosinistra, dei governi Berlusconi e Prodi (anche con Di Pietro ministro), di una politica rissosa e inconcludente, i cittadini non vorrebbero perderne altri venti. Monti ha saputo garantire uno spazio nuovo, diverso, sobrio, competente. E, soprattutto, silenzioso. Sa cosa diceva Lacan ai suoi seguaci e allievi? “Fate come me, ma non imitatemi”. Ecco, bisognerebbe fare come Monti, senza imitarlo. Perché ciascuno, in fondo, resti se stesso”.

V/Red

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