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Cesare Puccioni in diretta telefonica con Maurizio Belpietro su Mediaset

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VASTO. Il presidente di Federchimica, Cesare Puccioni, noto industriale toscano la cui attività è ubicata a Vasto, è intervenuto questa mattina su canale 5 nella trasmissione “La telefonata” condotta dal giornalista Maurizio Belpietro.

Al centro dell’argomento la velocità con cui l’associazione di cui Puccioni è attualmente presidente è riuscita a trovare l’accordo per il nuovo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro.

Modifiche che andranno ad interessare circa 180.000 lavoratori. Belpietro è rimasto impressionato proprio dalla velocità con cui si è arrivati a questo accordo, evento anomalo in Italia. Puccioni però ha così argomentato: “Abbiamo chiuso la trattativa in tempi brevi perché, in realtà, ci si lavorava ormai da tempo e per la precisione dal 27 Giugno 2011, data in cui abbiamo firmato il patto per lo sviluppo e l’occupazione. E’ quindi il frutto di lunghi confronti e dibattiti”.

Il presidente ha poi messo in evidenza una delle principali novità che riguarda la possibilità per i dipendenti più anziani di aderire ad una specie di part-time: “Abbiamo voluto fare questo per dare la possibilità a chi lavora ormai da tanti anni, magari stanco di svolgere turni di lavoro, spesso anche di notte, di poter riposare un po’ di più, dedicarsi anche ad altro, ma allo stesso tempo trasferire le proprie conoscenze ai giovani che vogliamo inserire nel mondo del lavoro”
Maurizio Belpietro ha poi chiesto se questo potrebbe essere un apripista anche per altri settori
“Credo proprio di si – ha risposto l’industriale che poi ha così proseguito – solitamente i nostri contratti sono sempre molto innovativi.

C’è da dire però che anche il Governo dovrebbe fare la sua parte magari con degli sgravi fiscali altrimenti i dipendenti “senior” non troverebbero nessun vantaggio nel passare al part-time”.

Il giornalista poi ha sollevato un quesito interessante, ovvero se non fosse stato tutto più semplice visto che il settore chimico non ha risentito della crisi.

“In Federchimica sono presenti ben 17 associazioni ed alcune di queste lavorano nel settore edile e loro si che la crisi l’hanno sentita. Poi è normale che ce ne sono altre le quali lavorano molto con l’export e ciò ha permesso di assorbire meglio il periodo attuale.
L’ultima domanda ha riguardato il fatto che sembrerebbe ci sia stato un atteggiamento di scarso gradimento da parte della Cgil ed in particolar modo del segretario Camusso. Cesare Puccioni ha però preferito smorzare la polemica.

“Devo dire che a livello sindacale, nella trattativa, le varie sigle si sono comportate benissimo  pur facendo, ognuno di noi, la propria parte”.
Notizie queste che sicuramente fa piacere sentire ma purtroppo restano gocce nel mare di una situazione che in Italia è sempre più preoccupante. La produzione industriale è sempre più in caduta libera e le multinazionali stanno via via scappando dal nostro paese preferendo investire in stati emergenti dove la pressione fiscale è decisamente inferiore alla nostra, così come il costo del lavoro.

L’opinione è che probabilmente dovremmo cominciare a fare meno gli schizzinosi e reinventarci in quelli che sono i settori alternativi, passando dall’energetico alla stessa chimica o comunque prodotti di qualità da esportare verso quei paesi dove ci sono i nuovi ricchi, da sempre molto attenti al made in Italy. Almeno in questo non siamo secondi a nessuno, il nostro Brand funziona ancora!

Michele Cappa

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